29 dicembre 2012

Calcionetti abruzzesi [nuova versione]


Mi va di fare un resoconto dell' anno che sta per terminare. 
Come il precedente è stato un anno duro, difficile, ma forse questa volta ammetto di averlo voluto io. 

Mia figlia ha ereditato da suo cugino un giocattolo che io reputo stupendo: Yano.
Questo strano raccontastorie ha una facoltà: ascoltare i tuoi desideri e darti un responso. 
Per mostrare a Viola come usarlo espressi più di un anno fa un desiderio ad alta voce: 
VOGLIO GRANDIOSE NOVITA'
E la risposta fu: "Il tuo desiderio si avvererà per magia"

Le novità iniziarono pian piano per gioco: il contest de La Cucina Italiana, il viaggio a Lucca, la vincita del Contest con questa ricetta e poi...
dopo nove anni ho cambiato posto di lavoro.

La realtà in fondo è che la tranquillità e la sicurezza erano solo apparenza ed io chiedevo a me stessa ormai da molto di mettermi davvero alla prova altrove. 
Così è arrivato Altrove: un nuovo lavoro, cioè un lavoro che coltivavo da cinque anni, in una veste nuova e... un dottorato di ricerca. 
Sono sempre esagerata così chiusa una porta ho aperto due portoni ma Yano non mi aveva dato una chiave, tutto questo è stato solo frutto di scelte sofferte e studiate.

In mezzo a queste scelte lo sapete un po' tutti è nato Riccardo. 
E qui più di ogni altra cosa ringrazio il cielo perchè, come per sua sorella,
 per come erano iniziate le cose è nato un altro miracolo. 

Insomma, un anno intenso, ma in fondo non ho raccolto nulla, anche quest'anno ho seminato per gli anni futuri e di questi tempi devo dire sono stata davvero tenace e coraggiosa,
perciò questo anno trascorso lo dedico soprattutto a me che tutto sommato non mi arrendo.

Ah dimenticavo... quello che ho imparato da tutta questa lunga esperienza durata oltre 12 mesi è che tagliare i rami secchi è fondamentale perchè solo così potranno nascere nuove gemme.
(come dice un saggio amico ; ))


Per un anno di novità così non potevo che lasciarvi una ricetta nuova: totalmente reinvetata, dalla nostra tradizione natalizia abruzzese i calcionetti con un sapore totalmente nuovo. 
Un'idea che avevo da tempo e che ha riscontrato successo, sempre se vi piacciono i sapori decisi!



 CALCIONETTI ABRUZZESI AL FORNO [NUOVA VERSIONE]

Per l'impasto
150 ml di mosto cotto (io ho usato il mosto dell'Azienda Villa Bravari di Ortona - CH)
100 g di olio di oliva
100 g di crema di marroni
1 bustina di lievito per dolci
350 g di farina 00

Per la farcia
50 g di mandorle
50 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di marmellata d'uva nera
buccia di 1/2 arancia grattugiata
10 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di mosto cotto


Preparate la farina in una terrina capiente.
Mettete in una pentola l'olio, il mosto cotto e la crema di marroni. 
Quando il composto inizia a bollire spegnete e versate la bustina di lievito. Girate e non appena comincia a fare la schiuma versate sulla farina. Attendete qualche istante e iniziate ad impastare. Il composto sarà liscio ed elastico. Lasciate a riposo mezz'ora al coperto sotto una ciotola. 

Intanto preparate la marmellata con le mandorle spezzettate, il cioccolato triturato, la buccia d'arancia, il mosto, lo zucchero.
Stendete la pasta come per fare dei ravioli, raccogliete il ripieno con un cucchiaio e chiudete sigillando con una rotella. 

Cuocete in forno caldo 10 minuti circa a 180°, non fateli dorare troppo altrimenti si seccano.
Si conservano per una settimana in una scatola di latta.

10 dicembre 2012

Latte di avena


Mi piacerebbe fare molte più cose di quelle che già faccio. Tra questi sogni, e non so se posso defininirli tali per quanto siano banali, da un po' di tempo ormai c'è l'idea di raccogliere, fotografare e impaginare un libretto di ricette legate al latte.
Sarà il Natale alle porte o semplicemente i biberon che circolano per casa, ma ultimamente il colore bianco mi affascina più di ogni altra cosa.
Sicuramente questo libretto rimarrà nel cassetto delle idee per molto tempo visto che do sempre la precedenza ai bisogni dei bambini e al mio lavoro, ma magari mi impegno qui pubblicamente e mi accorcio le maniche! Intanto però la collaborazione con l'azienda Melandri Gaudenzio  e la sua avena biologica mi ha rimesso sulla via giusta, sulla via lattea direi ; )!


LATTE DI AVENA

Per 1 litro di latte
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50 gr di avena decorticata
1 litro di acqua
un pizzico di fior di sale

Sciacquate l'avena e lasciatela a bagno per quattro ore in un po' d'acqua.
Al termine, scolate l'acqua e versate l'avena nel boccale di un frullatore aggiungendo 100 ml di acqua. Date qualche colpo di lama per spezzare i chicchi. Mettete il composto in una pentola e aggiungete altri 500 ml di acqua con il sale. Fate cuocere 20 minuti a fuoco vivo. A fine cottura aggiungete l'acqua restante (400 ml) e mescolate. Filtrate con un colino e lasciate raffreddare. Si conserva in frigo per tre giorni.

(Ora vediamo di inventare qualcosa con l'okara, il residuo rimasto dopo la filtratura)

17 ottobre 2012

Pane di grano duro alle fragole e crema di aceto balsamico


Ieri 16 ottobre è stata la Giornata mondiale del pane 2012, meglio conosciuta come World Bread Day e contemporaneamente si è celebrato il World Food Day (Giornata mondiale dell'Alimentazione 2012). 
Non riesco più a seguire alcuna scadenza, così come non riesco più ad indossare un orologio, mi muovo come l'acqua, scorro lenta o veloce, mi carico in ondate di piena e poi mi allontano come la bassa marea. Sono e mi definisco sempre più un cane sciolto.
Non so se possa essere positivo agli occhi di chi mi vive accanto, ma intanto accade ed io vivo meglio. 

Eppure volevo esserci per questo appuntamento, volevo ricordare che nonostante il benessere imperante c'è ancora qualcuno come noi che non ha nulla da mangiare.


Vi lascio questa ricetta, mi sono lasciata trasportare e non so se qualcuno mai la proverà, a me è piaciuta tantissimo, questa sera tenterò di mangiarlo con un formaggio stagionato.





PANE DI GRNO DURO ALLE FRAGOLE E CREMA DI ACETO BALSAMICO

400 gr di farina di grano duro
200 gr di fragole lavate e tagliate a pezzi
125 ml di yogurt alla fragola
50 ml di acqua
1 cubetto di lievito di birra da 25 gr
1 cucchiaino di sale fino
50 ml di crema di aceto balsamico

Fate intiepidire lo yogurt e scioglieteci in mezzo il lievito. Unite l'acqua e 100 gr di farina e impastate con un cucchiaio. Lasciate al coperto per 30 minuti lontano dalle correnti.
Riprendete il composto e unite l'aceto balsamico e 100 gr di fragole, la farina restante e il sale. Impastate a lungo fino ad ottenere un impasto elastico. Stendetelo e posizionate il resto delle fragole sopra. Arrotolate e lasciate lievitare fino al raddoppio (circa un'ora e mezza). Incidetelo con una lama affilata e cuocete a 200° forno statico per 35 minuti.

27 luglio 2012

Latte di soia [fai da te]


E' nato il [nostro] Riccardo.
Qualcuno ha voluto affidarci un'altra esistenza di cui avere cura e rispetto, 
un'esistenza da guidare pian piano sulla sua strada.

 Ho avuto di nuovo la fortuna di avere un parto naturale, 
nonostante l'immensa fatica rimango sempre misticamente attratta da quel dolore che genera la vita, così intenso da donarti in pochi istanti quello che cerchi da anni: il Qui ed Ora.

Non appena ho sentito il suo primo respiro, ho avuto l'impressione che il resto del mondo si fosse fermato ad ammirare quelle guance piene, che il tempo si fosse dissolto nella profondità di quegli occhi così intensi. 

Il momento interminabile in cui per la prima volta dopo mesi che lo hai sentito dentro di te puoi finalmente accarezzarlo e fargli sentire la tua pelle, rimarrà sempre impresso nella tua memoria. 

E' stato subito amore.

Quell'amore che sai già ti chiederà molti sacrifici, rinunce, notti insonni e pensieri di ogni tipo e ti ripagherà con un grande dono, un progetto da portare avanti tutta una vita, un progetto meraviglioso, come un piccolo seme che vedi germogliare, un seme che può trsformarsi in qualcosa di davvero prezioso...


A te, Riccardo, ti auguro buona vita, una vita fruttuosa come il seme di soia che genera latte!


Mi sono ingegnata a preparare in casa del buon latte vegetale di soia, i latticini mi sono stati vietati perchè causano le coliche al piccolo che sto allattando. 

Fortunatamente ho una ricetta infallibile, la più buona che conosca che è della mia amica Chloè, una vera esperta di cucina naturale con la quale ho un sogno nel cassetto, scrivere con lei un blog a 4 mani... Grazie Chloè per la tua infinita generosità, grazie per le tue parole, è incredibile quanto tu abbia da insegnarmi.


Conosco due metodi per realizzare il latte di soia: 


2) con un semplice frullatore ad immersione

INGREDIENTI:

100 gr di fagioli di soia gialla
1 litro di acqua
1 pizzico di sale
un cucchiaio di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di agar agar
un cucchiaino di semi di lino

Mettete a mollo i fagioli di soia in abbondante acqua fredda per una notte. Scolate e lavate i fagioli. 
Aggiungete l'acqua (1 litro), lo zucchero, il sale, i semi di lino e fate bollire 1 ora.
Frullate per 5-8 minuti con un frullatore ad immersione fino a ridurre i fagioli in pezzi piccoli piccoli. 
Ora versate il tutto in una scolapasta ricoperta di un telo di lino (lavato senza ammorbidente) sotto la quale avrete messo un recipiente. 
Lasciate colare e poi quando il composto nel telo si è raffreddato strizzate per bene.
Il composto che è rimasto è l'okara... qui trovate una ricetta che avevo già realizzato, ma credo che scriverò un altro post sull'argomento perchè è molto vasto!
Ora prendete il latte prodotto e aggiungete il mezzo cucchiaino di agar agar e mescolate (questo lo renderà più denso e corposo, ma se non l'avete fate senza). Lasciate in frigor in una bottiglia di vetro e consumate entro 3 o 4 giorni al massimo.

07 aprile 2012

Buona Pasqua!





 Ho colorato le mani di giallo
e, con il giallo, ho scritto in dolce e salato.
Ovunque ho lasciato il profumo di uova, limone e ricotta 
per augurare Buona Pasqua.
Ne lascio un po' anche qui, tornerò per raccontarvi ogni cosa, per ora...
Auguri!
 

25 febbraio 2012

California Cheescake



Me lo dici ogni giorno e non sai aspettare. Per te non contano i classici "momenti giusti", le ricorrenze, le feste comandate, i manuali del bon ton. Tu sei così, un fiume calmo e lento che mi bagna, un fiume dove posso dissetarmi quando ho sete, dove rinfrescarmi, dove nuotare fino allo sfinimento senza mai annegare.

E in questa acqua torno come nel grembo di una madre, perchè sei così accogliente che mi hai ridato vita con il tuo respiro. 

A te non servono parole perchè mi parli con profondi occhi neri, con i tuoi abbracci ed i tuoi baci così teneri. Me lo dici con tutte quelle cose che fai per me e per la famiglia che abbiamo messo in piedi non senza soffrire e fare grandi rinunce e sacrifici. 

Ma il sacrificio più grande è starti lontana, mentre le nostre vite scorrono parallele durante il giorno, mentre inseguiamo le nostre certezze, mentre ci cerchiamo con la voce e col pensiero per tornare alla terra ferma e per sentirci a casa prima ancora che venga sera. 




Per noi non c'è 14 febbraio. San Valentino è ogni giorno, anche quando ci rinneghiamo, ci mettiamo in discussione, ci ignoriamo, perchè anche questo è amore, perchè amore non è perfezione.



A te, Andrea, che non sai aspettare, a te che ogni giorno non perdi occasione per alimentare questo fuoco che ci rinnova, a te ho legato il mio cuore che tracima, tracima di quell'amore che ogni giorno mi doni. 


Dal nostro ultimo meraviglioso e romantico viaggio a Milano

CALIFORNIA BAKERY CHEESCAKE 

Per la crosta
300 g di biscotti digestive
80 g di burro sciolto
1/2 cucchiaino di miele di acacia
1 pizzico di cannella
Per la crema
400 g di robiola (io ho usato il mascarpone)
300 g di ricotta fresca di mucca
200 g di zucchero
150 g di panna fresca
40 g di yogurt bianco intero

4 uova intere leggermente sbattute
la buccia grattata di un limone non trattato
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino di farina 00

Per la decorazione

Frutta a piacere (io frutti di bosco)
zucchero a velo

Scaldate il forno statico a 160°

Frullate insieme tutti gli ingredienti della crosta e lavorateli a mano, poi trasferiteli in una teglia a cerniera e ricoprite il fondo e i bordi della teglia con l’impasto (cercate di fare uno strato uniforme non troppo sottile). Io ho usato uno stampo a cerniera a cuore di 22 cm. Lasciate riposare mezz’ora in frigorifero.
Intanto setacciate la ricotta e mescolatela alla robiola (o mascarpone). Aggiungete lo zucchero, lo yogurt, la scorza di limone e i semi della bacca di vaniglia, poi unite le uova leggermente sbattute, la panna e la farina. Rovesciate la crema nella crosta ormai compatta e cuocete per 55 minuti.
Lasciate riposare e raffreddare a temperatura ambiente per tre ore. Passate in frigo per altre due ore.


Al momento di servirla toglietela un po' di tempo prima dal frigo (io solitamente 20 minuti) riempite la cavità che si sarà formata al centro (il dolce raffreddato tende ad abbassarsi) con frutta fresca a piacere (io ho usato more, lamponi, ribes e mirtilli).

18 gennaio 2012

UCCELLETTI DI SANT'ANTONIO


Adoro le feste, soprattutto quelle tradizionali. Mi attraggono soprattutto perchè creano calde occasioni di convivialità. In effetti, più di tutto, amo capirne l'origine, scoprirne il significato, esplorare le espressioni dei riti del cristianesimo che si sono stratificate su quelle del paganesimo. Adoro guardare immagini del passato di queste feste, soprattutto quelle della mia tradizione abruzzese, un passato in cui tutto era più intimo e sentito. 




Di queste feste dove il cibo rituale ha il suo posto per eccellenza a gennaio adoro ricordare Sant'Antonio Abate che nella mia regione ha un posto di rilievo ed è festeggiato in una grande varietà di modi: dai fuochi  delle Farchie che incendiano il cielo nero di Fara Filiorum Petri (CH) alla tavolata di 50 portate detta Panarda a Casalanguida (CH) e un po' ovunque. 




Nella zona del teramano invece si usa preparare per il giorno di Sant'Antonio questi uccelletti che naturalmente hanno decorazioni diverse secondo la maestria di chi li realizza, infatti i miei sembrano gallinelle... Questi dolci si regalavano ai gruppi di cantori che girano per le strade e rappresentano la vita e le tentazioni del Santo in forma di breve rappresentazione teatrale. Le tradizioni sono cambiate, i gruppi si esibiscono ancora, sono splendidi, ogni piccolo paese ne vanta uno (stupendo il gruppo della mia città), ma i dolci si dividono solo in casa... a me piace non far morire i ricordi.


Vi lascio la mia ricetta, mentre ho trovato in rete un'ottima spiegazione di come realizzarli (la ricetta è diversa). Guardate qui


UCCELLETTI DI SANT'ANTONIO
550 gr di farina
1 bicchiere di plastica colmo di vino bianco
1 bicchiere di plastica + metà scarso di olio di semi di girasole
1 cucchiaio di zucchero
1 bustina di lievito per dolci

Versate l'olio, lo zucchero e il vino in un pentolino e portate a bollore. Appena inizia a bollire togliete dal fuoco e versate il lievito. Amalgamate velocemente e si formerà una schiuma molto alta. Ora è pronto per essere versato in una terrina dove avrete messo la farina. Girate con un cucchiaio e quando avrà iniziato a solidificarsi impastate con le mani. Se è appiccicoso aggiungete poca farina. mentre la pasta riposa preparate la farcia:


250 gr di marmellata di uva nera
2 cucchiai di cacao amaro
1 bicchierino di Strega
1 cucchiaino di cannella in polvere
la buccia di un mandarino tagliata a pezzettini piccolissimi con il coltello
100 gr di mandorle pelate e tostate tritate a pezzetti grossolani
50 gr di cioccolato fondente tritato a pezzetti grossolani

Stendete l'impasto e seguite i passaggi del link che vi ho lasciato sopra... cuocete a 175° per 10-15 minuti ventilato appena vedrete colorire le code e la pancia sono pronti!

12 gennaio 2012

Torta/crostata di mele



Ve l'ho già detto che ho un nuovo convivente vero?  
Quando si convive bisogna venirsi incontro, chiunque ci sia dall'altra parte e qualunque spazio ti trovi a dividere. Figuriamoci dividere lo stesso corpo per nove mesi. 
Nonostante abbia già avuto questa meravigliosa esperienza della maternità, devo dire che i primi mesi sono comunque molto difficili e non ci si abitua. Ci sono una serie di dubbi ed incertezze che obiettivamente (col senno di poi!) non hanno alcun senso. Eppure ti assalgono e ti tolgono il sonno.
Ecco alle 4 in punto di ogni notte il mio piccolo convivente mi sveglia e mi mette a dura prova cercando di pensare alle cose più disparate fino a crollare quando ormai è ora della sveglia. 



A volte non mi sento più padrona del mio corpo, ma soprattutto dei miei gusti. Ora sono sull'onda anomala della verdura... camminerei anche sui carboni ardenti pur di mangiare verdura. Fortunatamente ci sono delle tregue, come in una sana convivenza, e qualche dolce me lo concede... certo che devono essere vicini ai suoi gusti, non sia mai! Allora ecco la frutta, perchè le creme non gli piacciono, che pure con sua sorella avevo attraversato il mio periodo fruttoso (e mangiavo pesche tutti i santi giorni). 



Mi sento di rassicurarlo, di dirgli che staremo bene, nonostante il periodaccio e le medicine indigeste, vorrei che sentisse questo corpo sicuro e accogliente come una fetta di calda e profumata torta di mele.

Vorrei che questo tempo passasse senza paure, cercando di sentire solo questa gioia che mi fa esplodere il cuore e mi fa sentire completa.




TORTA/CROSTATA DI MELE
(con questa dose ho preparato una torta da 28 cm e due mini tortine da 8 cm)

400/450 gr di farina 00
80 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1 vasetto di yogurt bianco da 125 gr
la punta di un cucchiaino di essenza di vaniglia (o se vi piace buccia d'arancia)
1 bustina di lievito

***

4 mele (per la torta grande + 2 per le tortine piccole)
130 gr di zucchero
1 limone molto grande

Versate 400 gr della farina su una spianatoia, unite lo zucchero e iniziate ad impastare con il burro freddo. Aggiungete l'uovo e lo yogurt. Mentre sta per agglomerarsi l'impasto unite la vaniglia e il lievito setacciato. Se occorre altra farina aggiungetela. Stendete in due sfoglie e ponetene una sul fondo di una tortiera da 28 cm ricoperta di carta forno bagnata e strizzata. Sbucciate ed affettate le 4 mele e irroratele con parte del succo del limone. Disponete le mele sul fondo della torta e ad ogni strato versate a pioggia 100 gr dello zucchero. Ricoprite con l'altra sfoglia e sigillate. Usate il resto della pasta per fare altre due mini tortine con le due mele rimanenti, il succo di limone e i 30 gr di zucchero. 
Infornate a 180° per 30 minuti. (un po' meno per le altre due piccole torte)

05 gennaio 2012

Crema spalmabile ai pinoli e pane alla marmellata d'uva


La colazione è il momento che quasi prediligo della giornata. Sono i dieci minuti di silenzio da sola ai quali non rinuncerei mai. La mente è vuota, qualche sprazzo di sogno che ancora gira davanti agli occhi, ma già si fa sfocato. Il gatto vuole le sue coccole, mentre apro le finestre ed esco fuori anche in pieno inverno per sentire l'aria e guardare in lontananza il mare. Vorrei durasse un po' di più, ma c'è un autobus sul quale dovrò saltare tra poco, ci sono i baci da distribuire prima di chiudere la porta di casa e pensare che tutto andrà nel migliore dei modi. 

Con le mie giornate record di 13 ore fuori casa non potrei mai e poi mai iniziare con qualcosa da scartare, con il "rumore" di una bustina di plastica che avvolge un cornetto o un qualsiasi altro dolce.

Ho voglia di sentire il coltello affondare nel pane ruvido,  voglio aspettare il suono del tostapane e indugiare nel barattolo di crema spalmabile ai pinoli con un cucchiaio d'argento.

Voglio decidere cosa regalarmi a colazione senza sostare davanti agli scaffali del supermercato.

Vi lascio due delle mie ricette preferite, chissà che anche a voi, come me,  piaccia desiderare la colazione già dalla sera prima!



PANE ALLA MARMELLATA D'UVA NERA

200 ml di acqua tiepida
50 gr d olio d'oliva
10 gr di malto d'orzo o zucchero
3 cucchiai di semi di lino
100 gr di marmellata di uva nera 
(se volete la versione più bianca basterà usare una marmellata di ciliegie o fragole)
200 gr di farina di segale integrale (o farina integrale)
300 gr di farina Manitoba
1 bustina di lievito di birra secco

Amalgamate l'acqua, l'olio, la marmellata, lo zucchero o il malto ed i semi di lino. Unite il composto alle farine setacciate insieme con il lievito e impastate. 
Stendete l'impasto e arrotolatelo su se stesso come un rollè.
 Ponetelo con l'apertura in basso in una teglia da plumcake (ricoperta di carta forno bagnata e strizzata) e lasciate lievitare due ore in un posto tiepido.
Scaldate il forno a 200° ventilato. 
Infornate e cuocete 25 minuti.



CREMA SPALMABILE AI PINOLI

80 gr di pinoli
50 gr di zucchero semolato
70 ml di latte intero
50 gr di burro
100 gr di buon cioccolato bianco
i semi di 3 cm di bacca di vaniglia

Tritate nel mixer lo zucchero ed i pinoli leggermente tostati. Deve diventare una polvere molto sottile. Versate in un pentolino con il latte, il burro, la vaniglia e il cioccolato spezzettato. Cuocete a fiamma molto bassa finchè si saranno amalgamati tutti gli ingredienti. NON DEVE BOLLIRE! Versate il composto liquido in un barattolo da 500 gr e lasciate rapprendere in frigo. 
Si conserva 30 giorni (anche più) in frigorifero. Il sapore dei pinoli si esalterà dopo cinque giorni di riposo.