18 gennaio 2012

UCCELLETTI DI SANT'ANTONIO


Adoro le feste, soprattutto quelle tradizionali. Mi attraggono soprattutto perchè creano calde occasioni di convivialità. In effetti, più di tutto, amo capirne l'origine, scoprirne il significato, esplorare le espressioni dei riti del cristianesimo che si sono stratificate su quelle del paganesimo. Adoro guardare immagini del passato di queste feste, soprattutto quelle della mia tradizione abruzzese, un passato in cui tutto era più intimo e sentito. 




Di queste feste dove il cibo rituale ha il suo posto per eccellenza a gennaio adoro ricordare Sant'Antonio Abate che nella mia regione ha un posto di rilievo ed è festeggiato in una grande varietà di modi: dai fuochi  delle Farchie che incendiano il cielo nero di Fara Filiorum Petri (CH) alla tavolata di 50 portate detta Panarda a Casalanguida (CH) e un po' ovunque. 




Nella zona del teramano invece si usa preparare per il giorno di Sant'Antonio questi uccelletti che naturalmente hanno decorazioni diverse secondo la maestria di chi li realizza, infatti i miei sembrano gallinelle... Questi dolci si regalavano ai gruppi di cantori che girano per le strade e rappresentano la vita e le tentazioni del Santo in forma di breve rappresentazione teatrale. Le tradizioni sono cambiate, i gruppi si esibiscono ancora, sono splendidi, ogni piccolo paese ne vanta uno (stupendo il gruppo della mia città), ma i dolci si dividono solo in casa... a me piace non far morire i ricordi.


Vi lascio la mia ricetta, mentre ho trovato in rete un'ottima spiegazione di come realizzarli (la ricetta è diversa). Guardate qui


UCCELLETTI DI SANT'ANTONIO
550 gr di farina
1 bicchiere di plastica colmo di vino bianco
1 bicchiere di plastica + metà scarso di olio di semi di girasole
1 cucchiaio di zucchero
1 bustina di lievito per dolci

Versate l'olio, lo zucchero e il vino in un pentolino e portate a bollore. Appena inizia a bollire togliete dal fuoco e versate il lievito. Amalgamate velocemente e si formerà una schiuma molto alta. Ora è pronto per essere versato in una terrina dove avrete messo la farina. Girate con un cucchiaio e quando avrà iniziato a solidificarsi impastate con le mani. Se è appiccicoso aggiungete poca farina. mentre la pasta riposa preparate la farcia:


250 gr di marmellata di uva nera
2 cucchiai di cacao amaro
1 bicchierino di Strega
1 cucchiaino di cannella in polvere
la buccia di un mandarino tagliata a pezzettini piccolissimi con il coltello
100 gr di mandorle pelate e tostate tritate a pezzetti grossolani
50 gr di cioccolato fondente tritato a pezzetti grossolani

Stendete l'impasto e seguite i passaggi del link che vi ho lasciato sopra... cuocete a 175° per 10-15 minuti ventilato appena vedrete colorire le code e la pancia sono pronti!

12 gennaio 2012

Torta/crostata di mele



Ve l'ho già detto che ho un nuovo convivente vero?  
Quando si convive bisogna venirsi incontro, chiunque ci sia dall'altra parte e qualunque spazio ti trovi a dividere. Figuriamoci dividere lo stesso corpo per nove mesi. 
Nonostante abbia già avuto questa meravigliosa esperienza della maternità, devo dire che i primi mesi sono comunque molto difficili e non ci si abitua. Ci sono una serie di dubbi ed incertezze che obiettivamente (col senno di poi!) non hanno alcun senso. Eppure ti assalgono e ti tolgono il sonno.
Ecco alle 4 in punto di ogni notte il mio piccolo convivente mi sveglia e mi mette a dura prova cercando di pensare alle cose più disparate fino a crollare quando ormai è ora della sveglia. 



A volte non mi sento più padrona del mio corpo, ma soprattutto dei miei gusti. Ora sono sull'onda anomala della verdura... camminerei anche sui carboni ardenti pur di mangiare verdura. Fortunatamente ci sono delle tregue, come in una sana convivenza, e qualche dolce me lo concede... certo che devono essere vicini ai suoi gusti, non sia mai! Allora ecco la frutta, perchè le creme non gli piacciono, che pure con sua sorella avevo attraversato il mio periodo fruttoso (e mangiavo pesche tutti i santi giorni). 



Mi sento di rassicurarlo, di dirgli che staremo bene, nonostante il periodaccio e le medicine indigeste, vorrei che sentisse questo corpo sicuro e accogliente come una fetta di calda e profumata torta di mele.

Vorrei che questo tempo passasse senza paure, cercando di sentire solo questa gioia che mi fa esplodere il cuore e mi fa sentire completa.




TORTA/CROSTATA DI MELE
(con questa dose ho preparato una torta da 28 cm e due mini tortine da 8 cm)

400/450 gr di farina 00
80 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1 vasetto di yogurt bianco da 125 gr
la punta di un cucchiaino di essenza di vaniglia (o se vi piace buccia d'arancia)
1 bustina di lievito

***

4 mele (per la torta grande + 2 per le tortine piccole)
130 gr di zucchero
1 limone molto grande

Versate 400 gr della farina su una spianatoia, unite lo zucchero e iniziate ad impastare con il burro freddo. Aggiungete l'uovo e lo yogurt. Mentre sta per agglomerarsi l'impasto unite la vaniglia e il lievito setacciato. Se occorre altra farina aggiungetela. Stendete in due sfoglie e ponetene una sul fondo di una tortiera da 28 cm ricoperta di carta forno bagnata e strizzata. Sbucciate ed affettate le 4 mele e irroratele con parte del succo del limone. Disponete le mele sul fondo della torta e ad ogni strato versate a pioggia 100 gr dello zucchero. Ricoprite con l'altra sfoglia e sigillate. Usate il resto della pasta per fare altre due mini tortine con le due mele rimanenti, il succo di limone e i 30 gr di zucchero. 
Infornate a 180° per 30 minuti. (un po' meno per le altre due piccole torte)

05 gennaio 2012

Crema spalmabile ai pinoli e pane alla marmellata d'uva


La colazione è il momento che quasi prediligo della giornata. Sono i dieci minuti di silenzio da sola ai quali non rinuncerei mai. La mente è vuota, qualche sprazzo di sogno che ancora gira davanti agli occhi, ma già si fa sfocato. Il gatto vuole le sue coccole, mentre apro le finestre ed esco fuori anche in pieno inverno per sentire l'aria e guardare in lontananza il mare. Vorrei durasse un po' di più, ma c'è un autobus sul quale dovrò saltare tra poco, ci sono i baci da distribuire prima di chiudere la porta di casa e pensare che tutto andrà nel migliore dei modi. 

Con le mie giornate record di 13 ore fuori casa non potrei mai e poi mai iniziare con qualcosa da scartare, con il "rumore" di una bustina di plastica che avvolge un cornetto o un qualsiasi altro dolce.

Ho voglia di sentire il coltello affondare nel pane ruvido,  voglio aspettare il suono del tostapane e indugiare nel barattolo di crema spalmabile ai pinoli con un cucchiaio d'argento.

Voglio decidere cosa regalarmi a colazione senza sostare davanti agli scaffali del supermercato.

Vi lascio due delle mie ricette preferite, chissà che anche a voi, come me,  piaccia desiderare la colazione già dalla sera prima!



PANE ALLA MARMELLATA D'UVA NERA

200 ml di acqua tiepida
50 gr d olio d'oliva
10 gr di malto d'orzo o zucchero
3 cucchiai di semi di lino
100 gr di marmellata di uva nera 
(se volete la versione più bianca basterà usare una marmellata di ciliegie o fragole)
200 gr di farina di segale integrale (o farina integrale)
300 gr di farina Manitoba
1 bustina di lievito di birra secco

Amalgamate l'acqua, l'olio, la marmellata, lo zucchero o il malto ed i semi di lino. Unite il composto alle farine setacciate insieme con il lievito e impastate. 
Stendete l'impasto e arrotolatelo su se stesso come un rollè.
 Ponetelo con l'apertura in basso in una teglia da plumcake (ricoperta di carta forno bagnata e strizzata) e lasciate lievitare due ore in un posto tiepido.
Scaldate il forno a 200° ventilato. 
Infornate e cuocete 25 minuti.



CREMA SPALMABILE AI PINOLI

80 gr di pinoli
50 gr di zucchero semolato
70 ml di latte intero
50 gr di burro
100 gr di buon cioccolato bianco
i semi di 3 cm di bacca di vaniglia

Tritate nel mixer lo zucchero ed i pinoli leggermente tostati. Deve diventare una polvere molto sottile. Versate in un pentolino con il latte, il burro, la vaniglia e il cioccolato spezzettato. Cuocete a fiamma molto bassa finchè si saranno amalgamati tutti gli ingredienti. NON DEVE BOLLIRE! Versate il composto liquido in un barattolo da 500 gr e lasciate rapprendere in frigo. 
Si conserva 30 giorni (anche più) in frigorifero. Il sapore dei pinoli si esalterà dopo cinque giorni di riposo.