29 aprile 2010

Paneer


Quando ero bambina avevo l'abitudine di camminare guardando a terra; ero sempre a caccia di tesori: monetine, vetro colorato, sassi, conchiglie sulla spiaggia, animali, insetti, fiori... niente rimaneva sulla strada tanto da diventare puntualmente il lavoro di mia madre: vuotare le tasche delle felpe e lavare le mie mani con tre passate di sapone. Cosa ne facessi di quel tesoro non lo ricordo affatto, forse era proprio lei a farlo sparire perchè la nostra casa vissuta in 5 era già troppo piena. Ricordo benissimo che questo atteggiamento mi accompagnò fino all'adolescenza piena, ma avevo un altro motivo: guardavo a terra per non incrociare lo sguardo della gente e a ciò aggiunsi pure il parlare da sola (cosa che ancora mi contraddistingue!!!!). Mi è ancora chiaro, guardavo la strada mentre la macinavo sotto i piedi e la scambiavo per una lavagna, un libro, un film continuo dove vedevo scritti, incisi, rappresentati, orchestrati i ricordi, i pensieri e i sogni in un vortice spaventosamente rumoroso tanto da assorbirmi totalmente. In questo mondo mi astraevo. Era una specie di terapeutica meditazione in movimento. Cambiai totalmente dopo l'università e le prime esperienze lavorative. Il contatto con la gente mi permise di assumere una buona consapevolezza di me e delle mie capacità, cosa che mi regalò un po' più di sicurezza. In quella sicurezza cominciai ben presto a sentirmi radicata tanto da desiderare il cielo, un po' d'aria per liberarmi da certe oppressioni della vita da adulto. Cominciai così a guardare in alto, con il naso all'insù e scoprii il cielo, la notte, la luce delle stelle, una luna sempre in movimento. Non so se a voi è  mai capitato, a me guardare quell'immensità fa sentire talmente umana e vulnerabile da ridimensionare ogni cosa, è come se riuscisse a fagocitare ogni spossatezza, ogni energia negativa.
Anche Viola ha scoperto il cielo. Ha un bellissimo libro sulla luna che le hanno regalato dei nostri preziosissimi amici. Ieri, scendendo dalla macchina quando era ormai notte, mi ha detto entusiasta: "mamma, nuna!". Era così grande da stupire, e anche se è sempre la stessa, ogni volta la magia di sapere che tornerà così bella mi fa gioire.

Al ricordo della luna piena e del primo stupore dalla mia piccina che inizia a parlare, un formaggio indiano da fare al volo!



PANEER
Ingredienti (3 persone)
Questa ricetta rende circa 300 gr di formaggio

1 litro di latte intero
3 cucchiai di succo di limone filtrato

Scaldate il latte in una pentola e quando sta per bollire (iniziate a vedere il crepitio del latte) spegnete il gas. Togliete dal fuoco e unite il succo di limone.

Mescolate  e aspettate tre quattro minuti quando il siero (liquido chiaro e trasparente) si separa dalla cagliata (grumi bianchi che formeranno il vostro formaggio). Fate raffreddare.
Filtratelo con un colino a maglie fitte o con una garza. A questo punto avete prodotto il Paneer con consistenza simile ad una ricotta. (aggiungete sale o erbe aromatiche e servite in tavola)
Se volete un paneer solido mettetelo in una formina bucata (come quelli delle ricottine) e pressate con le mani pulite per far uscire altro siero. Mettete un peso sulla formina e fate scolare per un paio d'ore.
Ora è pronto per essere consumato e se vi avanza tagliatelo a cubetti e mettetelo sott'olio!

8 commenti:

  1. Che ricettina intrigante! Prima o poi la devo provare.
    E' stato un piacere rivederti, peccato non farlo più spesso. Mi piacciono moltissimo ituoi racconti intimi e intimistici che si completano e poi si riaprono con una ricetta. Spero di rivederti presto. Magari se ho un attimo di respiro passo a trovarti se mi spieghi dove sei.

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  2. ..anche io l'altro giorno ho visto quella luna e anche io ne vengo attratta..anche per me è un periodo di profonda riflessione e ridimensionamento..di assestamento "cosmico" che riporta tutto alla tua dimensione..quella che cerchi per sentirti volara..
    a quando la nostra ricetta a due mani?
    un bacio alla tua luna..Viola..
    roberta

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  3. Carissima Annarita,
    spero che tu stia bene, bello quello che scrivi nel tuo blog e in questo post!
    Sai che anch'io cammino guardando a terra, non posso fare a meno di osservare, raccogliere, portare a casa proprio come facevi tu da bambina.
    Io però, alla soglia dei 50 anni, lo faccio ancora e ho casa strapiena di reperti naturali come quelli che ho raccolto per la scuola e che ho documentato nell'ultimo post.
    Un abbraccio a te e un bacino a Viola. A presto Rosi

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  4. Anche questo mese LA CUCINA ITALIANA lancia un contest e stavolta tocca a... LA FRITTATA!
    Semplicissima da preparare, ma ideale per sbizzarrirsi.
    Forza, partecipa anche tu!

    Per maggio info:
    http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=862&ID=337208&csuserid=2112&ar=

    Scade il 10/06/10

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  5. E' fantastico!! Ho appena scoperto il labneh e adesso mi cimenterò anche con questo... ma il latte deve essere appena munto o posso usare anche quello a lunga conservazione?

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  6. @piccolalory: ciao, ti ringrazio per i tuoi commenti, ho visto il labneh nel tuo blog, mi sembra che la tua piccina abbia gradito tantissimo! Allora quando fai il formaggio in casa non puoi usare il latte UHT, mai quello a lunga conservazione. Devi usare solo latte fresco se puoi preferisci quello alta qualità. Se hai la possibilità di comprare quello appena munto che è crudo, lo devi prima portare a 80° per pastorizzarlo. Buon lavoro!

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  7. L'ho fatto!! E ho scritto un post in merito, linkandoti! Grazie ancora!

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