10 aprile 2014

Pastiera napoletana Pret a Manger


A volte mi chiedo cosa accadrebbe se un giorno perdessi ogni cosa. 
Se, insomma, tutto quello che mi circonda mi venisse sottratto o se io stessa dovessi abbandonarlo per causa di forza maggiore.
Se questo giorno non fosse poi così lontano,
se potessi scegliere di portar via con me alcune cose e salvarle, cosa farei?


Ho pensato di stilare una lista per capire quali e quante sono le cose di cui avrei bisogno: alcuni libri di cucina, un paio di quadri, una scultura, una tovaglia bianca ricamata, il cesto del pic-nic con il set di piatti e bicchieri e posate, uno zaino, pentole varie, 
la macchina fotografica, scarpe, vestiti, qualche giocattolo e bla bla bla... una serie infinita di cose. 


E se avessi poco spazio per riaccoglierle in un qualche luogo o se non potessi trasportarle?
di nuovo lista: alcuni libri di cucina, un paio di quadri, una scultura, una tovaglia bianca ricamata, il cesto del pic-nic con il set di piatti e bicchieri e posate, uno zaino, pentole varie, 
la macchina fotografica, scarpe, vestiti, qualche giocattolo e bla bla bla... una serie infinita di cose.


Una sola cosa non mi farei mancare: 
un uovo di Pasqua

di quelli belli, con la carta color argento. Dentro vorrei che ci fosse un regalo grandioso: 
una nuova possibilità, perchè ovunque andrei mi basterebbe poco, anzi nulla per ricominciare, solo l'opportunità di vivere una vita intera con le persone che amo. 



Vi auguro una Pasqua serena e vi lascio con questa ricetta: 
una mini pastiera napoletana in un guscio di delicata frolla. 

Questa idea nasce dalla mia collaborazione con la CBE Elettrodomestici della quale mi diverto a sperimentare tutti i formati di biscottiere che annualmente "sforna".

Se volete sapere chi sono i miei meravigliosi amici della CBE, Marco, Antonietta e Mirella, leggete questa bellissima intervista, rimarrete colpiti da tutto quello che questi "ferri" riescono a realizzare!




E come dice Viola, con questa ricetta partecipo al Finger food Contest "In un sol Boccone" 
(per i dettagli cliccate sul banner)
PERONI


RICETTA PER LA PASTIERA NAPOLETANA PRET A MANGER
[GUSCI DI NOCE CON RIPIENO DI PASTIERA]

Per i gusci di noce (dose per 90 gusci)

200 g di farina 00
100 g di margarina
50 g di zucchero semolato
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia

Per il ripieno (farcia alla pastiera napoletana)

120 g di grano cotto
70 ml di latte
10 g di burro
10 g di zucchero


100 g di yogurt greco compatto intero
1 uovo
70 g di zucchero
1 cucchiaio di fecola di patate (20 g)
1/2 fiala di aroma millefiori
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
la buccia di un limone grattuggiato
due cucchiai di canditi a piacere tagliati in pezzi molto piccoli (facoltativo)



Per prima cosa bisogna preparare i gusci di noce.
Montate la margarina con lo zucchero aiutandovi con le fruste. Unite l'essenza di vaniglia e l'uovo e amalgamate finchè l'uovo non si è assorbito. Aggiungete ora la farina setacciata con il lievito e impastate fino a formare un panetto che lascerete in frigo per mezz'ora avvolto nella pellicola.
15 minuti prima di riprendere l'impasto fate scaldare la piastra per le noci, io uso quella elettrica della CBE Elettrodomestici (http://www.cbeelettrodomestici.it/), ungetela un po' e quando è rovente preparate delle palline (il peso di ciascuna pallina deve essere di circa 3 grammi) con l'impasto che avrete tolto dal frigo. Potete preparare i gusci anche un paio di giorni prima, l'importante è onservarli in una scatola di latta ben chiusa perchè rimangano fragranti.

Per preparare il ripieno di pastiera napoletana fate bollire per 10 minuti su fuoco dolce il grano, il latte, il burro e lo zucchero. Intanto sbattete l'uovo con lo zucchero e aggiungete la buccia del limone grattugiato. Unite il composto di uovo e zucchero a quello di grano e continuate a girare amalgamando tutto su fuoco dolce. Aggiungete la fecola e continuate a girare finchè la crema comincerà ad addensare. Unite la cannella e l'aroma millefiori e, se volete, i canditi. Aggiungete ora lo yogurt ed amalgamate per bene. Il composto deve essere cremoso e deve potersi prelevare con un cucchiaio. 

Prelevate la farcia con un cucchiaino e unite i gusci di noce. Disponeteli su un piatto, cospargeteli di zucchero a velo, ora la pastiera monoporzione è pronta!

24 dicembre 2013

Mele al forno con miele e Montepulciano d'Abruzzo


Sta terminando un altro anno
e per quanto non mi piaccia ammetterlo sono molto stanca.
Durante questi mesi mi hanno accompagnato mille pensieri
ma anche tante soddisfazioni e sogni che pian piano si stanno realizzando.

Tutto richiede molto impegno, tanta presenza, diplomazia, studio, competizione
 mentre cerco con tutte le forze di tendere ad una vita più semplice, 
liberandomi dagli eccessi materiali e mentali.

Questo andare controcorrente mi stanca, anche se non è di "andare" che posso parlare.
Io resto lì, in piedi,
in mezzo alla corrente e guardo scorrere questa vita frenetica che non mi appartiene.


 
Per il nuovo anno mi auguro quattro semplici cose

Amare
Pregare
 Lavorare
 Mangiare


Vi auguro un Sereno Natale ed un nuovo anno, intenso, come me lo aspetto io
 
AUGURI


E con i miei auguri vi lascio questa "non ricetta"

MELE AL FORNO CON MIELE E MONTEPULCIANO D'ABRUZZO

Mele Golden
Miele 
Vino rosso (Montepulciano d'Abruzzo)
Cannella
Zucchero a velo
Mirto essiccato
 

Lavare per bene le mele ed asciugarle. 
Togliere il torsolo con il levatorsolo e disporle su una teglia ricoperta di carta forno.
Versare nel foro praticato tanto miele fino ad arrivare alla sommità dei frutti 
(non importa se uscirà dal basso e si spargerà sulla teglia).
Versare del vino rosso (mezzo bicchiere per mela) sulle mele e nella teglia.
 
Infornare in forno caldo per 30 minuti a 200° ventilato.
Quando le mele saranno cotte (saranno gonfie e ricche di schiuma in superficie) 
spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto.
 
Aprire il forno, togliere la buccia dai frutti, che nel frattempo si sarà staccata, 
raccogliere con una paletta le mele e impiattarle.
Con un cucchiaio recuperare dalla teglia la riduzione di vino che si sarà creata e versarla sui frutti.
Spolverizzare di cannella e zucchero a velo, decorare con qualche bacca di mirto essiccato.

20 agosto 2013

Cinnamon rolls



Ho peccato e non chiedo perdono

Voglio farlo ancora e ancora, 
lo voglio all'infinito e chiedo al tempo di fermarsi per questo mio desiderio così grande,
così importante, quanto può esserlo solo un segreto.

Voglio perdermi, voglio entrare in quella bolla di oblio dove il resto del mondo scompare,
dove un grande silenzio mi circonda, e tutto tace, 
dove mi sento compresa, dove la solitudine antica si fa rada,
dove i sensi esplodono e una grande energia risale dal ventre per avvolgere la schiena, 
irruvidendo la pelle.


Voglio conoscermi ancora così, nel profondo,
sentire chi sono,
richiamare quel femminino sacro su cui finora mi ero interrogata.

Voglio risvegliare la terra e la natura
in questo corpo di donna, 
ascoltare il mare mentre irrompe nelle mie vene, avvertire la gravità della terra nella mia carne,
e ritrovarmi a cadere in una tana profonda, proprio come Alice.

Voglio affondare i denti in questa spirale che profuma di posti sconosciuti, 
voglio sentire nella bocca un'esplosione di gioia.

Ho peccato, lo so, per questo mi sento viva




Ricetta
Cinnamon Rolls
[dosi per 15 pezzi]

Per l'impasto:
125 ml di latte
1 cubetto di lievito d birra da 25 g
40 g di zucchero
60 g di burro fuso
un pizzico di sale
1 uovo
140 g di farina 00
170 g di farina Manitoba 

Per la farcitura
100 g di zucchero di canna
30 g di burro morbido
1 cucchiaio di cannella


Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e unite lo zucchero. Incorporate il burro fuso, l'uovo appena sbattuto e il sale. Unite ora le due farine setacciate e impastate fino ad avere tra le mani un composto sodo ed elastico. Lasciate lievitare in una ciotola per due ore.

Al termine della lievitazione sgonfiate delicatamente l'impasto e stendetelo in un rettangolo.
Spalmate sulla pasta il burro ammorbidito lasciando sui lati lunghi lo spazio di 1 cm dal bordo. 
Con un cucchiaio spargete sullo strato di burro lo zucchero di canna mischiato alla cannella.

Arrotolate per ottenere un cilindro, sigillate per bene il bordo.
Tagliate 15 fette di circa 2,5 cm di altezza e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Lasciate lievitare ancora 40 minuti.

Cuocete in forno 15 minuti a 180° ventilato.

Una volta tiepide aggiungete poche gocce d'acqua in una ciotola dove avrete messo due cucchiai di zucchero a velo e fate colare questa glassa per decorare le girelle.



30 marzo 2013

Soffioni di ricotta


E' già trascorso un anno da quando ho scattato queste foto nella redazione de "La Cucina Italiana"
eppure il ricordo di quella bellissima esperienza è ancora così vivido.
La competenza, la professionalità e la gentilezza di tutte le persone che si celano dietro le pagine di questo meraviglioso mensile di cucina mi hanno davvero commossa e sono loro davvero grata.

Ma sono grata ancor di più perchè mi hanno permesso di realizzare una dolce ricetta abruzzese che mi descrive appieno: il soffione di ricotta.

Così leggero e soffice è l'immagine che ho di me. 
Anche il colore giallo che cela al suo interno è quanto di più vicino a me ci possa essere in natura.

Adoro persino il suo omonimo botanico, così impalpabile da dissolversi al minimo sentore di vento,  
così perfetto da diventare "molti" pur mantenendo la sua essenza.




Con questo post e con la ricetta dei soffioni vi auguro una Serena Santa Pasqua,
e vi ringrazio perchè siete davvero in tanti a farmi sentire che ci siete.



SOFFIONI DI RICOTTA (9/10 pezzi)

 Per la pasta:

280 g di farina
2 uova
100 g di zucchero
30 g di olio extravergine di oliva

Impastate tutto in una terrina e lasciate riposare il panetto mentre preparate il ripieno.

Per il ripieno:

250 g di ricotta di pecora
250 g di ricotta di mucca
100 g di zucchero
5 tuorli
5 albumi montati a neve
la buccia di un limone grattugiata

Montate a neve gli albumi. Amalgamate i tuorli con la ricotta, la buccia di limone e lo zucchero. 
Unite gli albumi montati a neve.
Stendete la pasta e tagliate in quadrati di 10 cm di lato con la rotella dentellata. 
Ungete degli stampini (io uso quelli in alluminio) e appoggiate il quadrato di pasta facendo fuoriuscire gli angoli. farcite con due cucchiai di composto 
e ripiegate verso l'interno gli angoli di pasta.
Cuocete a 180° per 1 ora statico.
Sfornate, lasciare raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo.

05 febbraio 2013

Zucca agrodolce al forno e Pan Brioche di polpa e semi



Da quando sono diventata mamma comprendo profondamente certe frasi che, come un leitmotiv,
 i miei genitori mi ripetevano ad oltranza. In quegli anni in cui tutto sembra dover essere per forza "combattuto e respinto" per essere vissuto, quelle "previsioni" di ciò che sarebbe accaduto mi procuravano un gran fastidio e mi adoperavo inutilmente cercando di dimostrare che " i grandi" avevano torto e che la loro retorica era banale e serviva solo per smuovermi uno scomodo senso di colpa.


Adesso sono qui a dar loro ragione.
Quanta energia avrei risparmiato se avessi ascoltato quei consigli!

Posso solo consolarmi affermando che "il saggio dubita spesso e cambia idea

Ho cambiato idea e gusti anche sul cibo in tutti questi anni.
La zucca ad esempio, era un cibo "out" e non volevo neanche assaggiarla, mentre ora quasi mi dà fastidio se qualcuno me ne parla con disprezzo! 

Mi sono ricordata di questa splendida ricetta che mia madre preaparava solo in occasioni speciali, la zucca agrodolce al forno, aggiungendoci qualche seme e un po' di miele.
Divina, che stupida aver aspettato tutto questo tempo!

Infine, non paga del lavoro svolto dal forno, ho impastato un pan brioche con della polpa che mi era avanzata e aggiungendo sempre dei semi decorticati!




                                                   ZUCCA AGRODOLCE AL FORNO

600 g di zucca pulita e tagliata a fettine
3 spicchi di aglio
50 ml di aceto di miele (è molto delicato)
un generoso cucchiaio di miele liquido
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaio colmo di origano
Semi di zucca decorticati Melandri Gaudenzio
Sale

Disponete la zucca in una teglia da forno, aggiungete il sale, l'aglio sbucciato e schiacciato e l'olio. Distribuite il cucchiaio di miele e l'aceto. Spolverizzate con l'origano ed i semi di zucca e cuocete in forno a 180° per mezz'ora.
 
PAN BRIOCHE ALLA POLPA E SEMI DI ZUCCA

30 g di semi di zucca decorticati biologici Melandri
140 g di kefir di latte (o latte)
1 bustina di lievito di birra secco
1 uovo
50 g di olio di oliva
100 g di polpa di zucca cotta a vapore
200 g di farina 00
250 g di farina manitoba
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
3 fette di prosciutto crudo stagionato


Tostate i semi di zucca e mettete da parte. In un pentolino fate intiepidire il kefir (o il latte se non avete il kefir) e aggiungete la purea di zucca già pronta. Unite il lievito secco e lo zucchero e lasciate che si sciolgano per bene. A parte preparate una fontana con le farine setacciate e ponete al centro l'olio e l'uovo appena sbattuto. Unite il composto di latte e zucca e iniziate ad impastare. Aggiungete il sale e impastate per bene finchè non avrete un composto elastico e sodo (se serve aggiungete un cucchiaio o più di farina). Lasciate lievitare in un luogo caldo al riparo dalle correnti fino al raddoppio.
Al termine della prima lievitazione sgonfiate l'impasto e unite i semi di zucca tostati e il prosciutto tagliato a pezzetti. Impastate di nuovo per distribuire la farcitura e create una palla. Mettetela in una forma da pan brioche di quelle di carta. Lasciate lievitare di nuovo fino al raddoppio. Accendete il forno a 200° ventilato e infornate cuocendo per 30 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare, togliete l'incarto e servite accompagnata da salumi.

20 gennaio 2013

Pizza e foglie [Pizzɘ e fuòjë]


Dopo una dichiarazione di intenti così, dopo aver detto che il blog è terapia non posso che essere ormai libera di viverlo. Proprio questa libertà mi è sempre mancata, mi sono sempre preoccupata di come gli altri leggessero e interpretassero le mie parole. Ora che, invece, ho maturato la consapevolezza che questo spazio è nato principalmente per me, mi sento in pace. E mi va di scrivere, di parlare, di lasciare pensieri e accompagnarli alle ricette che preparo ogni giorno.


Da un po' di tempo una delle più forti sensazioni che vivo soprattutto in ambito lavorativo è la paura. Paura di non essere all'altezza, di non farcela, di non avere più la lucidità per portare avanti idee e progetti che si affollano nella mia mente. A questo proposito confrontarmi con gli altri mi dà sempre nuovi punti di vista per guardare le cose con distacco e prendere un po' di respiro.



Mentre respiro profondamente scopro che non posso lasciare posto alla paura perchè ho poco tempo e devo usarlo al meglio. Così mi accetto, lascio che questa sensazione seppur scomoda mi attraversi e stia lì anche giorni, mentre mi riapproprio delle cose più importanti e cerco di spendere meglio il mio tempo. In questi momenti riappropriarmi delle tradizioni mi fa davvero bene, mi restituisce un contatto vero con le cose e le persone che mi stanno vicine, contatto che mi permette di mantenere ben saldi i piedi a terra.



Ed è allora che non ho più paura perchè scopro di avere radici profonde e anche se questo vento impazza e spezza qualche ramo della mia chioma io resto sempre lì.


Oggi è San Sebastiano, per festeggiarlo nel mio paese si preparano molti cibi da consumare in un rito collettivo chiamato "Lu Puzzunette". Uno dei piatti tipici di questa giornata è Pizzɘ e fùojë, pizza di granturco con erbe selvatiche, un piatto semplice ma decisamente indimenticabile.



PIZZA DI GRANTURCO ED ERBE SELVATICHE

Per questa ricetta non ho dosi, è una di quelle ricette"ad occhio"

Impastate della farina di mais con acqua bollente salata in una terrina (l'impasto sodo sarà simile a quello del pane). Ungete una teglia da forno e disponete dentro l'impasto appiattendolo un po'. Ungete anche la parte superiore dell'impasto e infornate a 200° per un'ora. A metà cottura girate la pizza. A fine cottura spezzatela, dovrà essere croccante fuori e morbida all'interno.
Intanto fate sbollentare le erbe che avete a disposizione (broccoletti, cicoria, borragine... se è selvatica è decisamente meglio), scolatele e conservate l'acqua di cottura.
In una pentola fate soffriggere due spicchi di aglio e pezzi di peperone secco. Unite le erbe sbollentate e scolate.  Aggiungete il sale e la pizza sbriciolata. Fate cuocere a fuoco lento per amalgamare tutto per due o tre minuti. Se serve, se le erbe sono molto asciutte, aggiungete un po' della loro acqua di cottura. Il piatto finale dovrà essere molto umido. Servite con un peperone secco.

18 gennaio 2013

Soufflè alla marmellata di arance e uno sguardo al passato


Come un insetto in una goccia di ambra quando scrivo un post registro una ricetta e cristallizzo un pezzo di vita. Raramente torno sui miei passi, tanto che mi sembra a tutt'oggi di aver fatto davvero poco e di aver scritto quasi nulla di me. L'occasione di rispolverare ricette già pubblicate a base di arancia per l'iniziativa de La Cucina Italiana a favore dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro mi è servita per guardarmi indietro e per capire che invece di strada ne ho fatta tanta.

Lo sguardo orizzontale che avevo nel fotografare il cibo non mi appartiene più. Il confronto con altre realtà e la lettura di libri e post di chi ha sperimentato prima di me, mi è servita in questi anni per maturare altri punti di vista, per migliorare. Ho fatto tanti progressi e sono cambiata anche io.
La mia vita è cambiata, ma alla domanda "Perchè hai un blog" ora più che mai ho una sola risposta: per me

Il blog è terapia
La fotografia è libertà
Il cibo trattato bene è salute

Ho un blog per stare bene, ho un blog per vivere meglio




SOUFFLE' ALLA MARMELLATA DI ARANCE e CANNELLA
Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di arance
1 uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, la cannella e la farina e distribuite il composto in due ciotoline imburrate e infarinate.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.









MARMELLATA DI ZUCCA, ARANCE e MELE
200 gr di mele sbucciate e tagliate
100 gr di zucca pulita e tagliata a pezzi
200 gr di arance pelate a vivo senza semi
il succo di un limone
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele

Nel boccale di un frullatore triturate grossolanamente con qualche colpo di lama le mele, la zucca e le arance. Versate in una pentola, unite lo zucchero, il limone e il miele. Cuocete a fiamma bassa e fate bollire finchè non otterrete la consistenza desiderata (io circa 30 minuti di bollitura). Invasate in barattoli sterili, chiudete con capsule nuove e conservate al buio.












CREMA LIQUORE DI ARANCE

400 gr di zucchero
500 gr di alcool
500 gr di latte intero
2 arance molto grandi non trattate

Lavate le arance e dividertele in 4 pezzi. Mettetele a macerare nell'alcool per 48 ore. Trascorso il tempo togliete le arance e filtrate il liquido. Versate il latte e lo zucchero in una pentola molto alta a fuoco dolce e cuocete circa 25/30 minuti (la pentola alta evita che il latte bollendo esca fuori, se accade, abbassate la fiamma). Lasciate raffreddare e unite l'alcool filtrato dove avete macerato le arance 20. Travasate in bottiglie di vetro e conservate in frigo per un mese. Potete consumarlo da subito.



   

13 gennaio 2013

Brioches salate al kefir



 Un presagio triste mi accompagna dal piacevole tepore delle coperte alla cucina.
Ho ancora i capelli arruffati, un brutto sogno, un addio inatteso, mi ha svegliata con l'amaro in bocca e cerco pace. Esco fuori per assaporare l'aria e guardo in strada sotto casa nostra.
Una casa piccola in mezzo a questi grandi palazzi brulicanti di famiglie è rimasta ancora lì, con la sua terra, i suoi papaveri in pimavera, gli ulivi, le galline, i limoni e i fichi d'india.


In un giorno pieno di sole del maggio di due anni fa, attratta da quei boccioli rossi ondeggianti, andai a bussare alla porta di quella piccola casa con Viola a chiedere il permesso di entrare nel recinto e "toccare i papaveri". Ci accolse un uomo con il viso da bambino e le mani sporche e consumate dal lavoro che la terra richiede. Trascorremmo così un lunghissimo pomeriggio tra il cortile e il capanno degli attrezzi a raccontarci ogni genere di cose che ci veniva in mente, a ridere, a mangiare cioccolato e raccogliere le uova.


Ripenso a questo episodio ogni volta che guardo quella casa.
Ma oggi non gioisco.
Fuori dalla porta, sul ciglio della strada si affollano troppe macchine, la gente mesta, composta e silenziosa non ha di certo messo il cappotto scuro per andare a comperare le sue uova.
Il presagio triste in questa fredda aria di gennaio non mi abbandona, ma si spiega in un addio vero.


Ciao Roberto
eri un uomo buono per questo voglio ricordarti con un pane
grazie per averci accolte a casa tua



BRIOCHE SALATE al KEFIR

20 g di lievito di birra
250 g di kefir
300 g di farina manitoba
250 g di farina 00
60 g di olio extravergine di oliva
1 uovo
1 cucchiaino di sale fino

Sciogli il cubetto di lievito nel kefir appena intiepidito. Versa in liquido sulle farine setacciate, aggiungi l'olio, il sale e l'uovo e impasta fino ad ottenere un panetto elastico e soffice. 
Lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato due ore)
Riprendi l'impasto e reimpastalo sulla spianatoia, stacca dei piccoli pezzi e crea tanti filoncini. 
Annoda i filoncini (come nodini di mozzarella) e metti in una teglia coperta di carta forno. 
Lascia lievitare 30/45 minuti nel forno appena tiepido ma spento.
Cuoci a 180° statico per 20/25 minuti (la superficie deve essere leggermente dorata).

29 dicembre 2012

Calcionetti abruzzesi [nuova versione]


Mi va di fare un resoconto dell' anno che sta per terminare. 
Come il precedente è stato un anno duro, difficile, ma forse questa volta ammetto di averlo voluto io. 

Mia figlia ha ereditato da suo cugino un giocattolo che io reputo stupendo: Yano.
Questo strano raccontastorie ha una facoltà: ascoltare i tuoi desideri e darti un responso. 
Per mostrare a Viola come usarlo espressi più di un anno fa un desiderio ad alta voce: 
VOGLIO GRANDIOSE NOVITA'
E la risposta fu: "Il tuo desiderio si avvererà per magia"

Le novità iniziarono pian piano per gioco: il contest de La Cucina Italiana, il viaggio a Lucca, la vincita del Contest con questa ricetta e poi...
dopo nove anni ho cambiato posto di lavoro.

La realtà in fondo è che la tranquillità e la sicurezza erano solo apparenza ed io chiedevo a me stessa ormai da molto di mettermi davvero alla prova altrove. 
Così è arrivato Altrove: un nuovo lavoro, cioè un lavoro che coltivavo da cinque anni, in una veste nuova e... un dottorato di ricerca. 
Sono sempre esagerata così chiusa una porta ho aperto due portoni ma Yano non mi aveva dato una chiave, tutto questo è stato solo frutto di scelte sofferte e studiate.

In mezzo a queste scelte lo sapete un po' tutti è nato Riccardo. 
E qui più di ogni altra cosa ringrazio il cielo perchè, come per sua sorella,
 per come erano iniziate le cose è nato un altro miracolo. 

Insomma, un anno intenso, ma in fondo non ho raccolto nulla, anche quest'anno ho seminato per gli anni futuri e di questi tempi devo dire sono stata davvero tenace e coraggiosa,
perciò questo anno trascorso lo dedico soprattutto a me che tutto sommato non mi arrendo.

Ah dimenticavo... quello che ho imparato da tutta questa lunga esperienza durata oltre 12 mesi è che tagliare i rami secchi è fondamentale perchè solo così potranno nascere nuove gemme.
(come dice un saggio amico ; ))


Per un anno di novità così non potevo che lasciarvi una ricetta nuova: totalmente reinvetata, dalla nostra tradizione natalizia abruzzese i calcionetti con un sapore totalmente nuovo. 
Un'idea che avevo da tempo e che ha riscontrato successo, sempre se vi piacciono i sapori decisi!



 CALCIONETTI ABRUZZESI AL FORNO [NUOVA VERSIONE]

Per l'impasto
150 ml di mosto cotto (io ho usato il mosto dell'Azienda Villa Bravari di Ortona - CH)
100 g di olio di oliva
100 g di crema di marroni
1 bustina di lievito per dolci
350 g di farina 00

Per la farcia
50 g di mandorle
50 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di marmellata d'uva nera
buccia di 1/2 arancia grattugiata
10 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di mosto cotto


Preparate la farina in una terrina capiente.
Mettete in una pentola l'olio, il mosto cotto e la crema di marroni. 
Quando il composto inizia a bollire spegnete e versate la bustina di lievito. Girate e non appena comincia a fare la schiuma versate sulla farina. Attendete qualche istante e iniziate ad impastare. Il composto sarà liscio ed elastico. Lasciate a riposo mezz'ora al coperto sotto una ciotola. 

Intanto preparate la marmellata con le mandorle spezzettate, il cioccolato triturato, la buccia d'arancia, il mosto, lo zucchero.
Stendete la pasta come per fare dei ravioli, raccogliete il ripieno con un cucchiaio e chiudete sigillando con una rotella. 

Cuocete in forno caldo 10 minuti circa a 180°, non fateli dorare troppo altrimenti si seccano.
Si conservano per una settimana in una scatola di latta.

10 dicembre 2012

Latte di avena


Mi piacerebbe fare molte più cose di quelle che già faccio. Tra questi sogni, e non so se posso defininirli tali per quanto siano banali, da un po' di tempo ormai c'è l'idea di raccogliere, fotografare e impaginare un libretto di ricette legate al latte.
Sarà il Natale alle porte o semplicemente i biberon che circolano per casa, ma ultimamente il colore bianco mi affascina più di ogni altra cosa.
Sicuramente questo libretto rimarrà nel cassetto delle idee per molto tempo visto che do sempre la precedenza ai bisogni dei bambini e al mio lavoro, ma magari mi impegno qui pubblicamente e mi accorcio le maniche! Intanto però la collaborazione con l'azienda Melandri Gaudenzio  e la sua avena biologica mi ha rimesso sulla via giusta, sulla via lattea direi ; )!


LATTE DI AVENA

Per 1 litro di latte
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50 gr di avena decorticata
1 litro di acqua
un pizzico di fior di sale

Sciacquate l'avena e lasciatela a bagno per quattro ore in un po' d'acqua.
Al termine, scolate l'acqua e versate l'avena nel boccale di un frullatore aggiungendo 100 ml di acqua. Date qualche colpo di lama per spezzare i chicchi. Mettete il composto in una pentola e aggiungete altri 500 ml di acqua con il sale. Fate cuocere 20 minuti a fuoco vivo. A fine cottura aggiungete l'acqua restante (400 ml) e mescolate. Filtrate con un colino e lasciate raffreddare. Si conserva in frigo per tre giorni.

(Ora vediamo di inventare qualcosa con l'okara, il residuo rimasto dopo la filtratura)