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dicembre 15, 2009

Marmellata di arance



Non potevo non dedicare un post alla regina dell'inverno: l'arancia! Sarà il suo colore, sarà quel profumo inebriante, sarà la sua forma sferica... come la perfezione fatta frutto... io non riesco a resistere al suo richiamo. Ultimamente mi attrae la marmellata, ne sto facendo di tutti i gusti, ultimamente conservo per ritrovare. Conservo per ricordare l'emozione che provo davanti ad un colore, davanti ad un profumo, davanti ad un'idea. In quel lampo realizzo l'alchimia degli ingredienti che si abbracciano, che si sposano, che si trasformano per diventare altro. Con loro mi trasformo anche io. Con gli ingredienti e con la cucina, a fuoco lento, al forno, nella pentola, col mixer, con tutti gli attrezzi che necessitano nel determinato lavoro, io cresco e mi trasformo. Divengo altro da me. Divento una persona migliore perchè mi sembra di poter trasformare le pietre in oro con la sola forza della determinazione.

Alla forza di cambiare, una marmellata che racchiude il colore dell'energia in mutamento.

Marmellata di arance

500 gr di arance (già sbucciate e pelate a vivo)
1 limone (già sbucciato e pelato a vivo)
350 gr di zucchero
1 carota
60 gr di scorza di arancia e limone (solo la parte colorata, senza la parte bianca che è amara)

Taglia a pezzetti le arance e il limone pelati a vivo, (togli i semi eventuali, aggiungi lo zucchero, la carota pulita a pezzetti e le scorzette. Frulla il tutto in un mixer e versa in una casseruola con doppio fondo. Fai cuocere per circa mezz'ora e se la consistenza non ti piace, prosegui per altri 10 minuti. Versa nei barattoli sterilizzati e chiudi ermeticamente.
Conserva in frigo una volta aperta.

novembre 24, 2009

Almond cake


Ieri sera ero in casa da sola con Viola. In tv c'era un film stupendo, "Sapori e dissapori" [per chi non l'avesse visto è la storia di una chef che si divide tra vita privata e lavoro trovando l'amore e stravolgendo la sua vita organizzata e metodica] e sono riuscita a rimanere incollata al televisore come non facevo non so più da quanto tempo. La luce soffusa, i giochi spersi tra il divano e il tavolo, Viola mi chiedeva di mostrarle continuamente le immagini dei suoi libri preferiti: La notte di Natale, Le avventure di Teddy al polo nord e Alla ricerca di Babbo Natale. Quando il film volgeva al termine finalmente la birichina ha cominciato a mostrare segni di stanchezza... indovinate? Mi ha fatto un regalo davvero speciale, mi ha abbracciata e mentre diceva "mamma" sottovoce si è addormentata. Non so descrivervi che emozione ho provato! Viola non vuole essere mai cullata, respinge chiunque, semmai si organizza da sola nel suo letto o dovunque si trovi (anche per terra) si sdraia e dopo poco si addormenta. Addormentarsi in braccio è davvero un privilegio che ti concede raramente. Sentire il suo morbido pigiama, il suo respiro lieve mi ha fatto tornare indietro nel tempo, mi sembrava quasi di ricordare quando anche io potevo concedermi questi abbracci morbidi e rilassanti di mia mamma. Sono andata a letto avvolta da quella dolcissima sensazione e ancora adesso che ne sono piacevolmente ammaliata ho cercato di trasferirla in questa morbida e burrosa ricetta, la torta alle mandorle con crema al burro.

Alla mia maternità dedico questa torta davvero morbida e avvolgente, come un abbraccio d'amore.

E con questa ricetta partecipo al contest di Un tocco di zenzero

IL CONTEST PIU'MORBIDO DEL WEB





ALMOND CAKE = TORTA ALLE MANDORLE CON CREMA AL BURRO

6 uova
250 g di zucchero
200 g di mandorle tritate finemente
50g di farina
200g di burro
Una confezione di budino alle mandorle
50g di mandorle a lamelle
sale


Separate tuorli e albumi e montate a neve questi ultimi aggiungendo un pizzico di sale. Quando cominciano a diventare consistenti, unite poco alla volta metà dello zucchero. Lavorate il tutto fino ad ottenere un composto lucido e sodo.
Mescolando lentamente unite la farina e le mandorle. Foderate di carta da forno uno stampo e rovesciatevi il composto livellando la superficie.
Cuocete in forno già caldo a 190° per circa mezz'ora e lasciate raffreddare.
Fondete il burro a bagnomaria e lasciando sul fuoco (a fiamma bassissima) unite i tuorli, l'altra metà dello zucchero e il budino in polvere.
Mescolate con un cucchiaio fino ad ottenere una crema liscia.
Togliete dal bagnomaria e lasciatela raffreddare coperta.
Trasferitela in frigorifero per un'ora o finché non si è rassodata.
Sformate la base della torta e tagliatela a metà orizzontalmente, farcitela con un terzo della crema. Copritela con la crema rimasta.
Livellate con una spatola e cospargete con le mandorle a lamelle sia la superficie che le parti laterali.
Tenete in frigorifero almeno un'ora prima di servire.

novembre 10, 2009

Tortino al vino rosso


Ultimamente mi rimane più facile trovare nuovi amici in rete piuttosto che nei luoghi che frequento di più. Fortunatamente queste persone diventano reali, amici con i quali prendere un caffè, scambiarsi idee, ascoltare la loro voce, guardare i loro occhi, pranzare e camminare anche sotto la pioggia autunnale. Dopo la conoscenza di ROBERTA_FILAVA_FILAVA e la collaborazione lavorativa che ne è nata per l'istituto di cultura dove lavoro (vedi l'altro blog di Roberta LE SCARPINE DI SVEVA dove ne parla) ho trovato bellissimo scoprire che le distanze in rete non esistono, ma a volte la fortuna ce le avvicina anche nella realtà.

Dopo la stupenda esperienza di amicizia con Roberta, che è solo agli inizi, ho conosciuto e apprezzato un ragazzo di nome Alessandro che ha idee creative da vendere...questa volta in ambito culinario! Il locale della sua famiglia, LA CANTINA DI JOZZ, molto conosciuto a Pescara, si trova proprio di fronte il mio ufficio. E' proprio il caso di dire Tutte le strade portano a... via delle Caserme?

LA CANTINA DI JOZZ
si presenta così:
Ingredienti rigorosamente a km zero. Il meglio dei vini abruzzesi. Ricette fuse con la mitologia contadina. Una finestra sull’arte locale contemporanea. Questa è la “rabbiosa” Weltanschauung che Jozz impone al suo ristorante fondato nel 1976.

Incredibile di questi tempi, eppure io la sposo in pieno! Non c'è nulla di meglio che scegliere con cura gli ingredienti, mantenendo stretti i legami con la propria terra. Jozz infatti si rifà ad una precisa scelta che si può sintetizzare così: Km zero vuol dire sostenibilità ambientale, valorizzazione del territorio locale, resistenza razionale alla globalizzazione dell’industria alimentare...
e se avete voglia di leggere come è nata questa filosofia alimentare andate qui.

A loro ho dedicato questa ricetta, il tortino al vino rosso, riassumendo la selezionatissima carta dei vini e la filosofia KM ZERO. Per la realizzazione di questo dolce ho scelto un vino del mio paese, Ortona, lo YUME Montepulciano d'Abruzzo della Caldora Vini annata 2005.
Questo vino rosso è prodotto da un vitigno delle terre del SOGGIORNO PROPOSTA, una comunità di recupero per tossicdipendenti, alla quale sono molto legata perchè un po' di anni fa con altri amici andavo a prestare servizio di volontariato e condividevo con quei ragazzi dei momenti di preghiera, incontro e cucina unici.
Vi recito cosa dice l'etichetta:
In un punto in cui il massiccio montuoso della Maiella declina fin quasi a lambire il mare Adriatico, le condizioni per realizzare un grande vino c'erano tutte. Per il nome abbiamo pensato alla parola giapponese YUME che significa SOGNO. La nostra speranza è che i successi di questo vino robusto e generoso, possano richiamare i successi di tanti giovani che vivono la realtà del SOGGIORNO PROPOSTA, impegnati ancora in campagne da vincere, ma soprattutto pieni di sogni da realizzare.


Un vino fatto a due passi da casa mia, nuovi amici trovati a quattro passi da casa mia, perchè la condivisione, in rete e non, oggi è tutto.

TORTINO AL VINO ROSSO:
(per 8 pz)

35 gr di cacao amaro
100 gr di olio di oliva
50 gr di vino rosso
150 gr di zucchero a velo
2 uova
50 gr di farina di mandorle
80 gr di farina 00
mezza bustina di lievito per dolci

In un pentolino unite cacao, olio, vino rosso e zucchero a velo e portate sul fuoco a fiamma bassa. NON DEVE BOLLIRE. Quando si è amalgamato il composto, togliete dal fuoco e fate raffreddare. Una volta freddo unite le uova, la farina di mandorle e la farina 00. Aggiungete il lievito, versate nei pirottini o negli stampini imburrati e infarinati e infornate a 200° per 20 minuti.

Servite con la crema al vino rosso ottenuta con:
35 gr di cacao amaro
50 gr di vino rosso
150 gr di zucchero a velo
In un pentolino unite cacao, vino rosso e zucchero a velo e portate sul fuoco a fiamma bassa. NON DEVE BOLLIRE. Quando si è amalgamato il composto, togliete dal fuoco e fate raffreddare.

ottobre 20, 2009

Crema di nocciole [Nutella fatta in casa]


Non l'avrei mai detto...mia mamma è la mia prima fan! Dopo anni di critiche e giudizi ho notato da poco che quando la invito a pranzo o a cena a casa nostra è solita dire ad alta voce BRAVA, BUONISSIMO, OTTIMO! A cosa sarà dovuto? Forse in quell'istante in cui assaggia il cibo pensa che finalmente non ha dovuto far da mangiare e si è riposata e trasferisce questa gioia nei commenti positivi a mio vantaggio...?! ma che dici! Forse è migliorato il nostro rapporto. Da quando è nata Viola (notate che uso sempre questa frase, mi è difficile dire "da quando sono diventata mamma" = quest'ultima parola quando la penso/pronuncio stride e potrei scrivere un intero post sull'argomento, ma lasciamo stare) sono diventata più diretta e sincera. Ho notato che quando le espongo il mio pensiero, i miei dubbi o semplicemente le racconto parte della mia giornata finalmente non mi interrompe parlandomi dei suoi problemi, ma magicamente mi sta a sentire e mi da anche consigli. Sono sicura che se leggesse queste cose mi direbbe dal suo punto di vista che ha sempre fatto così, che mi ha sempre sostenuta e di consigli me ne ha dispensati anche troppi... E' fatta così, punti di vista. d'altronde una rondine non fa primavera, come un giudizio positivo non cancella 33 anni di critiche.

Vi ho lasciati per troppo tempo, volevo farmi perdonare con un ritorno dolce dolce, meglio di questa crema spalmabile amabile non ho trovato.

CREMA DI NOCCIOLE (NUTELLA FATTA IN CASA)

• 60 gr. di nocciole spellate e tostate
• 100 gr. di cioccolato fondente
• 70 gr. di burro
• 100 gr. di zucchero
• 100 gr. di latte

Mettere lo zucchero, le nocciole e il cioccolato nel frullatore e riducete tutto in polvere. Versate in un pentolino aggiungendo il burro e il latte e mescolate bene su fuoco bassissimo. Girate per 2/3 minuti [non deve bollire!]. La NUTELLA è pronta! Versate in un vasetto di vetro e lasciarla raffreddare. Conservate in frigorifero

settembre 22, 2009

Una montagna di dolcezze


E' proprio quello che ho realizzato per il primo compleanno di Viola: una vera e propria montagna di squisitezze. Qui vi mostro una piccola parte del reparto dolci...ho trascorso interi pomeriggi in cucina, ma ne è valsa la pena perchè poi mi sono goduta la festa assieme alla piccola festeggiata, Andrea e tutti gli invitati. Non so quanti di voi facciano ancora le feste di compleanno in casa. Io conservo un ricordo ancora vivo di quelle che organizzavamo da bambini in casa dei miei o in quelle dei nostri amici. Bastava davvero poco: un po' di musica nel giradischi, i dolci, i piatti colorati e gli scherzi e le risate tra di noi. Non cambierei le feste in casa con nessun altro posto al mondo. Anche se questo significa lavorare molto per preparare e per poi rimettere a posto ogni cosa naturalmente incastrandolo nel quotidiano delirio. Non rinuncerei mai a quella autentica sensazione di appagamento di quando chiudi la porta mentre accenni ancora un saluto all'ultimo invitato che se ne va. Ti senti vuota e felice. Ed è bellissimo sentire poi per tutta la settimana, le voci della gente che risuonano ancora tra le mura di casa tua.

Per la tua prima festa.

settembre 13, 2009

BACI PER UN ANNO SPECIALE


AUGURI CUCINALKEMIKA! E' il tuo primo compleanno! Per festeggiare non potevo che farlo con il ritorno del cioccolato! Un anno è trascorso, è volato, quello che era iniziato per gioco ora fa parte della mia vita ogni giorno, quello spazio fisico che è la mia cucina dove condivido ogni cosa è diventato virtuale e ha aperto le porte a tutti. Vi avevo già brevemente accennato di come vivo questa esperienza nel post precedente, ma a breve vi prometto che parlerò meglio di come è nato tutto! Per ora ringrazio tutti quei lettori che mi seguono giorno per giorno, tutti quelli che amano lasciare commenti, tutti quelli che sbirciano senza commentare, tutti quelli che riflettono sulle mie parole, tutti quelli che a volte si ritrovano nei miei pensieri, tutti quelli che provano a ricreare qualche volta le mie ricette, tutti quelli che mi chiedono consigli e si fidano, tutti quelli che mi salutano per strada e mi fanno domande, a tutti, vi regalo baci, perchè un anno così è davvero speciale, un anno con voi, un anno di idee.

Settembre è un mese eccezionale, pieno di anniversari e compleanni, tra poco quello della mia piccina, ma ora gustatevi questi baci, tutti per voi!

BACI DI CIOCCOLATO (per 30 pezzi)

70 gr di panna fresca (non montata)
240 gr di cioccolato gianduja
120 gr di granella di nocciole
300 gr di cioccolato fondente
30 nocciole intere

Scalda la panna fresca e unisci il cioccolato gianduja. Mescola fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungi la granella di nocciole e mescola. Forma con una tasca da pasticcere senza bocchetta tanti mucchietti grandi come una noce su un foglio di carta da forno. Metti in frigo per un'ora. Togli dal frigo e metti sopra ognuno una nocciola intera. Fondi il cioccolato e con una forchetta immergi i cioccolatini. Lascia raffreddare e servi nei pirottini.

settembre 11, 2009

Latte sodo alla banana


Quando curi un blog accadono molte cose. All'inizio pensi di creare un piccolo giardino dove puoi raccontarti, dove metti le cose migliori, un posto comodo per te e i tuoi pensieri, i tuoi lavori, il tuo quotidiano. Mentre la giornata scorre e sei in silenzio coinvolta nelle varie faccende da sbrigare la tua mente lavora al blog. Lavora nel tuo giardino. Le idee accorrono e fanno a gara per essere scelte, ma la giornata è lunga, solo un paio al massimo saranno in grado di diventare veri semi da piantare. E di germogliare. Allora cominci a proteggere quei semi come fossero un tesoro. Le cose da fare aumentano, il lavoro ti occupa gran parte del tempo, ma tu, irrefrenabile e caparbia, non lasceresti mai disperdere quei semi. Dopo la buonanotte finalmente te ne puoi liberare. Li hai accuditi per tutto il tempo, è ora di lasciarli andare nel giardino a vivere. Ti senti sollevata, in fondo questo spazio lo hai creato per stare in pace, lo hai creato per te.

Ma in tutto questo zelo hai dimenticato che la chiave per entrare ce l'hanno tutti.

Il piccolo giardino è cresciuto. Qualcuno mi incontra per strada e mi fa i complimenti. Molti non amano lasciare i commenti. E' strano, crei uno spazio web e poi ti trovi sempre a parlarne a voce e scambiare commenti e consigli al telefono o per strada. Tutti, in ogni caso, mi chiedono di pubblicare ricette facili. Ho scoperto di non essere l'unica a non avere tempo, e per assurdo, credo di avere più tempo di tutti gli altri!

Un dessert facile facile, fresco, leggero, per salutare l'ultimo spicchio d'estate per salutare tutti quelli che mi incontrano.

LATTE SODO ALLA BANANA

400 gr di latte
2 cucchiai di miele
2 banane (circa 400 gr)
un cucchiaio colmo di maizena
1 limone o un lime

Ricava la scorza dal limone o dal lime e mettila in un pentolino con 300 gr di latte e il miele. Porta al limite dell'eboliizione ed elimina la scorza. Aggiungi la maizena sciola con il latte freddo rimasto (100 gr) e prosegui la cottura per 4 minuti mescolando continuamente, in modo da ottenere una crema bianca e densa che lascerai intiepidire.
Frulla le banane (tranne qualche fettina per la decorazione) con il succo di lime o di limone e aggiungi al latte sodo. Distribuisci in 4 bicchieri e lascia raffreddare in frigo per almeno 2 ore.

settembre 08, 2009

Marmellata di fichi [alla liquirizia] + Schiacciata di fichi e rosmarino



Sono sempre alla frutta,
ma posso riprendermi tutto,
appena lo voglio
appena decido.
E'... che adesso mi piace così.
E' dolce rimanere immobili.
Gustare questo momento della vita di un fiore appena sbocciato.
Lasciare che il suo profumo inebri le mie ore.
Permettersi di essere assorbita solo dalla sua voce.
Tornare bambina e ricordare tante cose spensierate.
Adesso mi piace così.

Una marmellata e una schiacciata, per trastullarmi nel dolce sapore della frutta con un pizzico di tono amaro, per ricordarmi di tornare con i piedi a terra, qualche volta, quando deciderò.


MARMELLATA DI FICHI [Alla liquirizia]

800 gr di fichi neri sbucciati (piccoli e sodi)
400 gr di zucchero di canna grezzo [che ha il tipico aroma di liquirizia]
(Io ho usato quello biologico integrale COOP)
Succo di due limoni

Versa i fichi sbucciati e tagliati a metà in una pentola, unisci lo zucchero e il succo dei limoni e fai cuocere 45 minuti. Quando la marmellata ha raggiunto la densità desiderata versala nei barattoli ancora caldi, sterilizzati, chiudi ermeticamente e rovesciali 15 minuti. Conservala al buio 6 mesi, se la apri conservala in frigo.


SCHIACCIATA DI FICHI e ROSMARINO

500 gr di farina 0
200 gr di acqua a temperatura ambiente
mezzo cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
50 gr d strutto
16 fichi (8 verdi 8 neri)
3 rametti di rosmarino

Fai la fontana con la farina e versa al centro il lievito sbriciolato e lo zucchero. Mentre versi poco alla volta l'acqua comincia ad impastare. Aggiungi il sale e lo strutto e termina ottenendo un impasto morbido come quello della pizza. Lascia lievitare un'ora in un posto caldo. Stendi l'impasto in una teglia e cospargilo di rosmarino che avrai tritato finemente. Copri con le fette di fichi sbucciati alternando i due colori e insaporisci con un po' di sale. Cuoci a 200° per 20 minuti e servi con del prosciutto crudo.

agosto 28, 2009

Succo e marmellata di pesche bianche



Sono alla frutta. Si dice così, vero? Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, certo mi aspettavo più in là nel tempo... ma quanto più in là se ho già i capelli bianchi? Non risolvo le cose certo ironizzando, il fatto è che non so più dove sono. Certo sono seduta, scrivo, sono al mare, nuoto, sono al mercato,compro verdura, sono per strada, chiacchiero con un passante, in macchina, penso a guidare, sono, nel senso di "mi trovo". Ma IO, IO dove sono? Io non mi ritrovo. Dove sono le mie letture preferite? dove è andata a finire quella Banana Yoshimoto che mi faceva sognare? E i viaggi di Chatwin che mi lasciavano senza fiato? Le poesie d'amore di Sibilla Aleramo? La lampada soffusa accesa fino a tarda notte in sala? La mia musica etnica? Il novecento di Tiziano Terzani? Le lezioni di Yoga? Cammino per casa scalza, inciampo nei giochi, libri della Pimpa, animali di stoffa che solo lei sa far parlare [a me non sono mai piaciuti, ma la Viola ci fa dei gran discorsi], palloncini, scarpine, il silenzio, lei dorme, se è sveglia ride e cerca di parlare. Il tempo si è dilatato perchè in quello stesso tempo in cui vivevo sola ora ci vivo in tre, ma paradossalmente per me non ho più spazio, in questo tempo dilatato. Credevo che questo momento arrivasse più in là. Lo pensavo guardando il mio album fotografico da bambina, guardavo mia madre che si divideva con altri quattro [mio padre e noi tre]. Non mi ero mai resa conto però che mia madre avesse la mia età in quelle foto. Perciò credevo che questo momento arrivasse più in là, quando è quasi naturale investire le energie solo sull'altra parte di te: i figli. Ma la vita non sono i figli. Nonostante lo sappia bene, sono comunque alla frutta.

Sono diperatamente innamorata di questa piccola famiglia che cresce.

Dai fiori nascono i frutti, dalla frutta i succhi e le marmellate per godere dei sapori estivi anche nell'inverno che è alle porte.


PER 2 lt circa di SUCCO DI PESCHE:

200 gr di zucchero
1 lt di acqua
500 gr di pesche bianche pesate già sbucciate e denocciolate, a pezzetti

Fate bollire l'acqua con lo zucchero e quando lo sciroppo è ancora caldo tuffateci dentro i pezzetti di frutta. Frullate il tutto con un mixer ad immersione oppure poco per volta in frullatore tradizionale. Riempite le bottiglie o i barattoli sterilizzati, chiudete ermeticamente e fatele bollire in una pentola per mezz'ora. [in questo modo potrete conservarlo a lungo, altrimenti se saltate questa fase consumate il succo entro due giorni].


MARMELLATA

1 kg di pesche bianche pesate già sbucciate e denocciolate, a pezzetti
400 gr di zucchero
100 gr di miele
il succo di un limone

Lasciate per una notte i pezzetti di pesca a macerare nel miele e nel succo di limone in frigorifero. Il giorno dopo mettete la frutta e lo zucchero in una pentola e fate cuocere circa 30 minuti finchè la marmellata non avrà raggiunto la consistenza desiderata [Fate questa prova: prendetene un cucchiaino e versatelo su un piatto inclinato, se scorre con molta lentezza la marmellata è pronta].

Versate nei vasetti sterilizzati, chiudete e rovesciate 15 minuti. Conservate in luogo fresco e buio, se la aprite conservate in frigorifero.

agosto 04, 2009

Torta di rose


Sono circondata dai fiori. Ne sono spuntati ovunque nei nostri vasi, alcuni non li avevo mai visti prima. Quando li guardo penso alla loro nascita che è magica, quasi sacra, legata al volere del vento e degli insetti che trasportano i semi ovunque e, decidono all'improvviso di liberarsene lasciandoli cadere nella terra umida dove andranno a morire per divenire altro. Fiori per l'appunto. Il vaso più colorato è quello che si trova di fronte alla stanza della mia Viola... neanche a dirlo: Similia cum similibus. A dire il vero qualcosa hanno in comune, anche la nascita di Viola è stata una specie di miracolo, in barba a tutto quello che i dottori avevano detto. E' nata così, caparbia, piena di vita e di curiosità, mi impressiona a volte per quanta grinta mette nelle cose, così piccola eppure così energica, sempre con il sorriso pronto... I fiori hanno sempre segnato i giorni più felici della mia vita, perchè allora non regalarmene uno da curare ogni giorno per tutto quello che mi resta ancora da vivere? Un giorno le racconterò ogni cosa, prima che impari a leggere i miei pensieri su questo spazio, un giorno scoprirà come per me, lei, sarà sempre il mio unico fiore del quale avrò sempre cura.

Anche Roberta_filava_filava ha giocato con i fiori in queste ultime settimane, perchè non trasformarli in qualcosa di dolce da provare a colazione?

TORTA DI ROSE e ARANCE

1 cucchiaio zucchero
scorza di 1 limone grattuggiata
150 gr. latte
1 cubetto lievito di birra
3 cucchiai olio
3 tuorli d’uovo
350 gr. farina
1 pizzico di sale

Per il ripieno
6 cucchiai di marmellata di arance amare
3 cucchiai di zucchero di canna

Fate la fontana con la farina e mettete al centro i tuorli, lo zucchero, l'olio, il sale, il cubetto di lievito sciolto nel latte. Impastate finchè non avrete tra le mani una massa morbida ed elastica. Stendetela a forma di rettangolo in una sfoglia abbastanza sottile (vi può aiutare stenderla su un foglio di carta da forno) e spalmatevi sopra la marmellata. Cospargete di zucchero di canna e arrotolate nel verso del lato più lungo in modo da ottenete un lungo rotolo di pasta. Tagliate il rotolo in tocchetti di 3 o 4 centimetri e chiudeteli alla base (come le rose). Disponeteli in una teglia imburrata e infarinata un po' distanziati e fate lievitare un'ora al caldo. Infornate 35 minuti a 180° forno statico (non ho usato il ventilato questa volta).