28 agosto 2010

CAPPERI SOTT'OLIO


Ogni estate, da quando sono nata, trascorro un po' di tempo in paradiso. Durante il resto dell'anno, il lungo inverno, il caos, il lavoro, la routine quotidiana, non so come faccia ma quasi me ne dimentico, forse per non disperdere i ricordi.  E' solo quando ne scorgo i colori lontani dall'oblò della nave che sono certa che sia ancora là, la mia isola di silenzio, la mia terra benedetta, San Nicola delle Isole Tremiti, in Puglia. E' il luogo dove è nata mia madre e dove è rimasta fino a 27 anni. Il suo colore abbagliante, la sua fortezza fatta di pietre levigate e messe una sull'altra dalla maestria di monaci in secoli lontanissimi, così bella, arsa dal sole e baciata dal vento, eppure corrotta dalle mani dell'uomo moderno. Non mi stanco mai di osservarne i più piccoli particolari. I portali scolpiti, il mosaico della chiesa, la Madonna dalla pelle scura, le strade sconnesse, la lunga salita che impone la riflessione per arrivare al paese, le prigioni, le grotte celate, le piante grasse, pochi e desolati alberi prima del deserto. Se fosse la sola in mezzo al mare non riusciresti a vedere davvero il suo deserto di pietre e sole, sulle piazze, sulle terrazze e poi sul pianoro dopo la torre che chiude la fortezza, semplicemente lo accetteresti. Se fosse la sola non la paragoneresti a nulla. Al contrario vive da sempre accanto all'isola di San Domino che è completamente invasa dai pini e dalla macchia mediterranea, un verde polmone rinfrescante al solo sguardo. In quel giallo accecante se cerchi altri punti di colore li puoi trovare solo guardando abbarbicate sui muri secolari le piante di capperi selvatici. Sembrano stelle cadenti. Anzi meglio, sembrano fuochi d'artificio di quelli che ricadendo lasciano scie di luce nel cielo scuro. Lunghi rami morbidi imperlati di fiori bianchi, i capperi sbocciati per l'appunto. Se raccogli questi piccoli deliziosi e saporiti frutti sai che molti fiori non nasceranno. Ne ho raccolti pochi perchè il mio desiderio era solo quello di portare oltre il mare un concentrato di verde dalla terra del sole. Una scommessa. L'ho vinta, eppure se chiudo gli occhi vedo solo il suo bagliore bruciare persino quelle macchie di verde.

Riscoprire che vivere con poco è sufficiente e quando ti abitui scopri che quel poco è ancora tantissimo.

Capperi
Sale
Aceto
Olio d'oliva

Raccogliete i boccioli di fiori del cappero (senza strappare i rami) staccandoli dolcemente (non quelli troppo grandi). Prendete la stessa quantità di sale fino e mischiateli lasciandoli in una ciotola all'aria aperta coperti con un panno per evitare che ci vadano gli insetti. Dopo pochi giorni noterete che si è formata dell'acqua in fondo alla ciotola. Attendete altri giorni finchè non vedrete scomparire quel liquido che sarà evaporato. Sciacquate ora i capperi con dell'aceto di vino bianco. Fateli asciugare in una ciotola sempre all'aria aperta per un paio di giorni. Ora sono pronti per essere intrappolati in un barattolino di vetro e coperti di olio d'oliva.

5 commenti:

  1. Benritrovata. Mi incanto sempre a leggere i tuoi racconti così pieni di pennellate minuziose e profonde. Appena trovo un oò di tempo ti vengo a trovare. Baci

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  2. benrivista... che bell'immagine del tuo "paradiso"........ le parole scorrono velocemente mentre le leggo e mi sembra di stare li a raccogliere capperi!!!!!!!
    a presto cara!!!!

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  3. tesoro e per un briciolino di giorni da vivere in quel luogo come si fa se non si è avuta una mamma oriunda?
    un briciolino solo, sai le nostre vacanze sono sempre bricioline, saporite ma la tavola è lunga.
    se paola vorrà l'accompagnerò a trovarti.
    baciotti

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  4. ..conosco quella sensazione di luce e di verde..bellissima..e grz
    bentornata. Annarita..ci sarà la coda al Museo..tutti in visita da te!
    baci
    roberta

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  5. Certo che la tua descrizione dell'isola ha incantato anche me, che pure ci passo circa sei mesi all'anno...!!!! Complimenti! La tua capacità di descrivere luoghi e situazioni è degna dei migliori scrittori!

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