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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

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18 aprile 2015

Pancakes al latticello e smoothie di mirtilli


Eravamo seduti in cucina, nella nuova casa dove ci eravamo trasferiti da pochi giorni 
quando mio padre disse: "questa settimana partiremo per l'America". 
Era il 1982 con i miei quasi 6 anni, un fratello di 8, mia madre incinta di tre mesi.


L'aereo per Boston, le valigie, il caldo, l'accoglienza di notte, la stanchezza davanti ad una minestra di patate arancioni che scambiai per carote e poi il buio fino all'indomani quando io e mio fratello ci ritrovammo soli nella casa di legno della zia di nostro padre.

Al piano di sotto, sul tavolo, due enormi tazze, il latte, una scatola di cereali, colori a cera e un album.
 Ci sedemmo sulla soglia della porta in veranda, davanti a noi un giardino molto curato.

Io: Allora... questa è davvero l'America
Lui (col tono da grande): Sì
Io: che facciamo adesso?
Lui: non lo so, scappiamo, così imparano a lasciarci soli.

Arrivò un uomo dai capelli bianchi, ci prese per mano e ci portò in un negozio poco distante:
enormi scaffali colmi di buste e confezioni colorate, ci chiese di indicare quali desiderassimo e ne uscimmo con due sacchetti pieni.

Il nostro primo giorno trascorse mangiando fili di liquirizia rossa e caramelle come compresse farmaceutiche fluorescenti.

Tutto sommato l'idea di scappare poteva anche aspettare.


Seguirono più di 20 di giorni così, fatti di corse e docce col tubo in giardino tra scoiattoli e tartarughe, gite in barca, visite, città, paesi, boschi, lunghi viaggi in auto, ristoranti di ogni genere, grandi centri commerciali e piccoli negozi, zoo, amici, cibo sconosciuto.

Tutto aveva una dimensione immensa, più grande e colorata di quello che gli occhi di un bambino potessero contenere e controllare.


Al nostro rientro per giorni interi e poi per anni sfogliammo le centinaia di foto scattate in quella vacanza, si iniziava sempre da quelle nuvole rosa riprese dall'aereo e non si riusciva mai a terminare, perchè ogni immagine ci trascinava in un racconto dove vinceva chi ricordava più dettagli.

Persino quando molti mesi più tardi arrivò nostro fratello, io sfilai da quell'album una foto di mia madre come prova e gridai: "Guarda, c'eri anche tu in America!"

I miei ricordi si sono consolidati grazie a quelle fotografie, per questo motivo credo che le parole del vicepresidente di Google, Vinton Cerf, (tradotto qui), riescano a descrivere perfettamente quanto sia importante oggi diventare consapevoli del concetto di "preservazione del digitale" per permettere alla nostra memoria di conservarsi a lungo.



PANCAKES AL LATTICELLO

140 g di farina 00
2 cucchiai di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci vanigliato
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 g di latticello(*)
40 g di burro fuso
Poco burro per ungere il pentolino
sciroppo d’acero
zucchero a velo
In una ciotola unite la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato di sodio e il sale.
In un’altra ciotola amalgamate insieme il latticello, l’uovo e il burro fuso. Versate questo composto liquido su quello con la farina e non mescolate tanto, non importa se ci saranno grumi, sarà salva la leggerezza dei pancakes.
Scaldate poco burro in una piccolo pentolino antiaderente e quando sarà ben caldo, versate mezzo mestolo di pastella. Quando al centro si saranno formate delle grandi bolle, giratelo e lasciate cuocere ancora dall’altro lato finché diventerà di un bel colore dorato. Servite i pancakes bagnandoli con lo sciroppo d'acero e una spolverata di zucchero a velo e consumateli immediatamente.
(*) Il Latticello: si ottiene preparando il burro in casa. Si può sostituire preparandolo mezz'ora prima di usarlo e mescolando insieme tre parti di yogurt magro (in questo caso 180 g) con una di latte (70 ml) e aggiungendo un cucchiaio raso di succo di limone.


*****


SMOOTHIE DI MIRTILLI

4 cucchiai di mirtilli
il succo di un pompelmo
1 lime
1 cucchiaio di sciroppo di agave (o altro dolcificante)

Lavate i mirtilli e frullateli con il succo di pompelmo e il succo di lime.
Aggiungete il dolcificante e frullate ancora. Filtrate e servite.

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24 dicembre 2014

Ghirlanda di ferratelle al panpepato


Qualunque previsione meteo abbiate ascoltato in questi ultimi giorni non vale più, sappiatelo,
se aspettavate la neve e siete già pronti per affrontarla ecco che arriverà una tempesta, siatene certi!
Come faccio a prevederlo?

Ho postato due ricette in di due settimane...  da record!




Non potevo mancare e non farvi i miei migliori auguri 
per queste feste che chiuderanno il 2014.
E gli auguri ve li faccio a modo mio, 
con quello strano modo di aggiungere alle cose che conosco bene un pizzico di novità,
perchè non si ripetano allo stesso modo, perchè non siano scontate,
perchè, come un libro e come ogni volta che leggo,
possano dare sempre una nuova opportunità.




Non è ancora tempo di fare i bilanci di questo splendido e difficile anno, 
voglio scatenare un evento meteo ancora più imprevedibile e postare prima di fine anno,
nel frattempo vi lascio questa idea per decorare la vostra casa o la tavola di Natale con una semplice ghirlanda di ferratelle al panpepato.
Adesso il Natale può arrivare! Auguri!




RICETTA PER FERRATELLE DOLCI AL PANPEPATO

2 uova
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
6 cucchiai di farina 00
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
La buccia grattugiata di una arancia non trattata
2 cucchiaini di spezie pronte per lebkuchen 
(ottenute come ho fatto io macinando  insieme:
2 cucchiai di cannella, 2 cucchiaini di chiodi di garofano, mezzo cucchiaino di noce moscata, mezzo cucchiaino di pepe nero, mezzo cucchiaino di cardamomo, mezzo cucchiaino di coriandolo, mezzo cucchiaino di anice stellato,  un cucchiaino di zenzero in polvere)


Sbattete energicamente le uova con lo zucchero e quando saranno gonfie aggiungete l'olio di oliva e amalgamate. Unite il cacao, le spezie e la buccia d'arancia, continuate ad amalgamare, man mano aggiungete la farina poco per volta fino ad avere una consistenza non troppo densa, nè troppo liquida.
(se troppo liquida aggiungere altra farina)

Scaldate il ferro (io ho usato il modello manuale non elettrico prodotto dalla CBE ELETTRODOMESTICI) e usate l'impasto versando ogni volta mezzo cucchiaio di composto.

Intanto avrete creato una ghirlanda in questo modo: formate con della carta forno un po' stropicciata un cerchio, fermatelo con i punti di una spillatrice e rivestite con della carta di alluminio. Avrete a questo punto una ciambella. Foderatela con feltro o nastro di raso rosso. Per fermare le ferratelle io ho usato degli spilli da sarta precedentemente sterilizzati (non occorre se deciderete di non consumarle... ma sarà molto difficile)

Buone Feste!
 

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22 luglio 2014

Semifreddo in cialda (DIY)


Cosa mi accada quando accendo una biscottiera CBE non so spiegarlo.
Il fascino di lavorare un impasto semi liquido e cristallizzarlo plasmandolo in una forma 
è surreale.


C'è l'intero universo in questo mondo che affonda le radici in un tempo immemore e
tutti gli elementi della natura concorrono a dare vita a tali forme.


Così è l'acqua, nelle vesti dell'olio e delle uova;

la terra, con la farina e con lo zucchero; 

il fuoco delle piastre roventi;

infine l'aria che asciuga e conserva.


E mentre ti perdi ad ammirarle, così leggere,
un'altra idea ti spinge a celebrarle fino in fondo.


Preparare un semifreddo per arricchirle e poi...


perderti con le meravigliose decorazioni, granelle, meringhe e biscotti di CakeDeco
per vestirle a festa


Di queste due donne [CakeDeco], imprenditrici della mia terra, voglio parlarvi nel prossimo post,
raccontandovi come le ho conosciute e sono sicura che le adorerete come ho fatto io sin da subito.
 

Ora invece vi lascio alle cialde, a questo modo nuovo di guardare ad un dolce antico,
le ferratelle (cancellate, neole, pizzelle...), con un'idea in più.

Seguitemi, perchè ne ho ancora molte da farvi assaggiare!
 
 





Ricetta del semifreddo in cialda [fai da te]


Per le cialde

2 uova intere
6 cucchiai di zucchero semolato
6 cucchiai di olio di semi
2 cucchiai di vino bianco dolce moscato (o liquore, anche limoncello)
farina tipo 0 quanto basta

Sbatti le uova con lo zucchero, aggiungi il vino e l'olio e amalgama per bene. Unisci la farina pian piano finchè non avrai la consistenza di una pastella non liquida, che cada a nastro dal cucchiaio.
Fai scaldare la biscottiera CBE e ungi le piastre con poco olio di oliva.
Versa il composto mezzo cucchiaio per volta, arrotola in fretta attorno al manico di un cucchiaio di legno mentre le cialde sono ancora calde; dopo pochi secondi prenderanno la forma desiderata.

[se non le consumi subito conservale in una scatola di latta ben sigillata]
 

Per il semifreddo
1)
 100 g di albume
40 g di zucchero

Monta per bene l'albume con lo zucchero con uno sbattitore elettrico.

2) 
Intanto...
40 ml di acqua
160 g di zucchero

... metti in un pentolino l'acqua e lo zucchero e fai bollire a fuoco basso finchè arriveranno ad una temperatura di 121° (se non hai un termometro regolati così: dopo 3 o 4 minuti dall'inizio del bollore vedrai delle grandi bolle bianche, non aspettare oltre altrimenti diventerà caramello), spegni il fuoco e versa a filo il composto sull'albume mentre continui a montare. 
Monta questa meringa con lo sbattitore finchè non si sarà raffreddata.

Ora...
3)
500 ml di panna
Monta la panna ben ferma e aggiungila al composto di meringa senza farli smontare.
 
Aggiungi scaglie di cioccolato, farina di cocco, cacao amaro in polvere, amaretti, frutta fresca, cannella, qualunque cosa prefersci per aromatizzare la base neutra e riempi le cialde, posizionale in freezer per una mezz'ora.

4)
Per la decorazione

150 g di cioccolato fondente al 70%
Decorazioni CakeDeco

Fai fondere il cioccolato a bagnomaria e copri l'estremità delle cialde, decora prima che il cioccolato solidifichi e rimetti in freezer fino al momento di servire.


E qui vi lascio anche lo Spot che la CBE ha realizzato e al quale ho collaborato nella realizzazione dei prodotti che vedrete in video (una delle più belle giornate trascorse in questo lungo inverno)
Buona Visione!

                          





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10 aprile 2014

Pastiera napoletana Pret a Manger


A volte mi chiedo cosa accadrebbe se un giorno perdessi ogni cosa. 
Se, insomma, tutto quello che mi circonda mi venisse sottratto o se io stessa dovessi abbandonarlo per causa di forza maggiore.
Se questo giorno non fosse poi così lontano,
se potessi scegliere di portar via con me alcune cose e salvarle, cosa farei?


Ho pensato di stilare una lista per capire quali e quante sono le cose di cui avrei bisogno: alcuni libri di cucina, un paio di quadri, una scultura, una tovaglia bianca ricamata, il cesto del pic-nic con il set di piatti e bicchieri e posate, uno zaino, pentole varie, 
la macchina fotografica, scarpe, vestiti, qualche giocattolo e bla bla bla... una serie infinita di cose. 


E se avessi poco spazio per riaccoglierle in un qualche luogo o se non potessi trasportarle?
di nuovo lista: alcuni libri di cucina, un paio di quadri, una scultura, una tovaglia bianca ricamata, il cesto del pic-nic con il set di piatti e bicchieri e posate, uno zaino, pentole varie, 
la macchina fotografica, scarpe, vestiti, qualche giocattolo e bla bla bla... una serie infinita di cose.


Una sola cosa non mi farei mancare: 
un uovo di Pasqua

di quelli belli, con la carta color argento. Dentro vorrei che ci fosse un regalo grandioso: 
una nuova possibilità, perchè ovunque andrei mi basterebbe poco, anzi nulla per ricominciare, solo l'opportunità di vivere una vita intera con le persone che amo. 



Vi auguro una Pasqua serena e vi lascio con questa ricetta: 
una mini pastiera napoletana in un guscio di delicata frolla. 

Questa idea nasce dalla mia collaborazione con la CBE Elettrodomestici della quale mi diverto a sperimentare tutti i formati di biscottiere che annualmente "sforna".

Se volete sapere chi sono i miei meravigliosi amici della CBE, Marco, Antonietta e Mirella, leggete questa bellissima intervista, rimarrete colpiti da tutto quello che questi "ferri" riescono a realizzare!




E come dice Viola, con questa ricetta partecipo al Finger food Contest "In un sol Boccone" 
(per i dettagli cliccate sul banner)
PERONI


RICETTA PER LA PASTIERA NAPOLETANA PRET A MANGER
[GUSCI DI NOCE CON RIPIENO DI PASTIERA]

Per i gusci di noce (dose per 90 gusci)

200 g di farina 00
100 g di margarina
50 g di zucchero semolato
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia

Per il ripieno (farcia alla pastiera napoletana)

120 g di grano cotto
70 ml di latte
10 g di burro
10 g di zucchero


100 g di yogurt greco compatto intero
1 uovo
70 g di zucchero
1 cucchiaio di fecola di patate (20 g)
1/2 fiala di aroma millefiori
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
la buccia di un limone grattuggiato
due cucchiai di canditi a piacere tagliati in pezzi molto piccoli (facoltativo)



Per prima cosa bisogna preparare i gusci di noce.
Montate la margarina con lo zucchero aiutandovi con le fruste. Unite l'essenza di vaniglia e l'uovo e amalgamate finchè l'uovo non si è assorbito. Aggiungete ora la farina setacciata con il lievito e impastate fino a formare un panetto che lascerete in frigo per mezz'ora avvolto nella pellicola.
15 minuti prima di riprendere l'impasto fate scaldare la piastra per le noci, io uso quella elettrica della CBE Elettrodomestici (http://www.cbeelettrodomestici.it/), ungetela un po' e quando è rovente preparate delle palline (il peso di ciascuna pallina deve essere di circa 3 grammi) con l'impasto che avrete tolto dal frigo. Potete preparare i gusci anche un paio di giorni prima, l'importante è onservarli in una scatola di latta ben chiusa perchè rimangano fragranti.

Per preparare il ripieno di pastiera napoletana fate bollire per 10 minuti su fuoco dolce il grano, il latte, il burro e lo zucchero. Intanto sbattete l'uovo con lo zucchero e aggiungete la buccia del limone grattugiato. Unite il composto di uovo e zucchero a quello di grano e continuate a girare amalgamando tutto su fuoco dolce. Aggiungete la fecola e continuate a girare finchè la crema comincerà ad addensare. Unite la cannella e l'aroma millefiori e, se volete, i canditi. Aggiungete ora lo yogurt ed amalgamate per bene. Il composto deve essere cremoso e deve potersi prelevare con un cucchiaio. 

Prelevate la farcia con un cucchiaino e unite i gusci di noce. Disponeteli su un piatto, cospargeteli di zucchero a velo, ora la pastiera monoporzione è pronta!

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20 agosto 2013

Cinnamon rolls



Ho peccato e non chiedo perdono

Voglio farlo ancora e ancora, 
lo voglio all'infinito e chiedo al tempo di fermarsi per questo mio desiderio così grande,
così importante, quanto può esserlo solo un segreto.

Voglio perdermi, voglio entrare in quella bolla di oblio dove il resto del mondo scompare,
dove un grande silenzio mi circonda, e tutto tace, 
dove mi sento compresa, dove la solitudine antica si fa rada,
dove i sensi esplodono e una grande energia risale dal ventre per avvolgere la schiena, 
irruvidendo la pelle.


Voglio conoscermi ancora così, nel profondo,
sentire chi sono,
richiamare quel femminino sacro su cui finora mi ero interrogata.

Voglio risvegliare la terra e la natura
in questo corpo di donna, 
ascoltare il mare mentre irrompe nelle mie vene, avvertire la gravità della terra nella mia carne,
e ritrovarmi a cadere in una tana profonda, proprio come Alice.

Voglio affondare i denti in questa spirale che profuma di posti sconosciuti, 
voglio sentire nella bocca un'esplosione di gioia.

Ho peccato, lo so, per questo mi sento viva




Ricetta
Cinnamon Rolls
[dosi per 15 pezzi]

Per l'impasto:
125 ml di latte
1 cubetto di lievito d birra da 25 g
40 g di zucchero
60 g di burro fuso
un pizzico di sale
1 uovo
140 g di farina 00
170 g di farina Manitoba 

Per la farcitura
100 g di zucchero di canna
30 g di burro morbido
1 cucchiaio di cannella


Sciogliete il lievito nel latte appena tiepido e unite lo zucchero. Incorporate il burro fuso, l'uovo appena sbattuto e il sale. Unite ora le due farine setacciate e impastate fino ad avere tra le mani un composto sodo ed elastico. Lasciate lievitare in una ciotola per due ore.

Al termine della lievitazione sgonfiate delicatamente l'impasto e stendetelo in un rettangolo.
Spalmate sulla pasta il burro ammorbidito lasciando sui lati lunghi lo spazio di 1 cm dal bordo. 
Con un cucchiaio spargete sullo strato di burro lo zucchero di canna mischiato alla cannella.

Arrotolate per ottenere un cilindro, sigillate per bene il bordo.
Tagliate 15 fette di circa 2,5 cm di altezza e disponetele su una teglia coperta di carta forno.
Lasciate lievitare ancora 40 minuti.

Cuocete in forno 15 minuti a 180° ventilato.

Una volta tiepide aggiungete poche gocce d'acqua in una ciotola dove avrete messo due cucchiai di zucchero a velo e fate colare questa glassa per decorare le girelle.



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30 marzo 2013

Soffioni di ricotta


E' già trascorso un anno da quando ho scattato queste foto nella redazione de "La Cucina Italiana"
eppure il ricordo di quella bellissima esperienza è ancora così vivido.
La competenza, la professionalità e la gentilezza di tutte le persone che si celano dietro le pagine di questo meraviglioso mensile di cucina mi hanno davvero commossa e sono loro davvero grata.

Ma sono grata ancor di più perchè mi hanno permesso di realizzare una dolce ricetta abruzzese che mi descrive appieno: il soffione di ricotta.

Così leggero e soffice è l'immagine che ho di me. 
Anche il colore giallo che cela al suo interno è quanto di più vicino a me ci possa essere in natura.

Adoro persino il suo omonimo botanico, così impalpabile da dissolversi al minimo sentore di vento,  
così perfetto da diventare "molti" pur mantenendo la sua essenza.




Con questo post e con la ricetta dei soffioni vi auguro una Serena Santa Pasqua,
e vi ringrazio perchè siete davvero in tanti a farmi sentire che ci siete.



SOFFIONI DI RICOTTA (9/10 pezzi)

 Per la pasta:

280 g di farina
2 uova
100 g di zucchero
30 g di olio extravergine di oliva

Impastate tutto in una terrina e lasciate riposare il panetto mentre preparate il ripieno.

Per il ripieno:

250 g di ricotta di pecora
250 g di ricotta di mucca
100 g di zucchero
5 tuorli
5 albumi montati a neve
la buccia di un limone grattugiata

Montate a neve gli albumi. Amalgamate i tuorli con la ricotta, la buccia di limone e lo zucchero. 
Unite gli albumi montati a neve.
Stendete la pasta e tagliate in quadrati di 10 cm di lato con la rotella dentellata. 
Ungete degli stampini (io uso quelli in alluminio) e appoggiate il quadrato di pasta facendo fuoriuscire gli angoli. farcite con due cucchiai di composto 
e ripiegate verso l'interno gli angoli di pasta.
Cuocete a 180° per 1 ora statico.
Sfornate, lasciare raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo.

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18 gennaio 2013

Soufflè alla marmellata di arance e uno sguardo al passato


Come un insetto in una goccia di ambra quando scrivo un post registro una ricetta e cristallizzo un pezzo di vita. Raramente torno sui miei passi, tanto che mi sembra a tutt'oggi di aver fatto davvero poco e di aver scritto quasi nulla di me. L'occasione di rispolverare ricette già pubblicate a base di arancia per l'iniziativa de La Cucina Italiana a favore dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro mi è servita per guardarmi indietro e per capire che invece di strada ne ho fatta tanta.

Lo sguardo orizzontale che avevo nel fotografare il cibo non mi appartiene più. Il confronto con altre realtà e la lettura di libri e post di chi ha sperimentato prima di me, mi è servita in questi anni per maturare altri punti di vista, per migliorare. Ho fatto tanti progressi e sono cambiata anche io.
La mia vita è cambiata, ma alla domanda "Perchè hai un blog" ora più che mai ho una sola risposta: per me

Il blog è terapia
La fotografia è libertà
Il cibo trattato bene è salute

Ho un blog per stare bene, ho un blog per vivere meglio




SOUFFLE' ALLA MARMELLATA DI ARANCE e CANNELLA
Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di arance
1 uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, la cannella e la farina e distribuite il composto in due ciotoline imburrate e infarinate.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.









MARMELLATA DI ZUCCA, ARANCE e MELE
200 gr di mele sbucciate e tagliate
100 gr di zucca pulita e tagliata a pezzi
200 gr di arance pelate a vivo senza semi
il succo di un limone
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele

Nel boccale di un frullatore triturate grossolanamente con qualche colpo di lama le mele, la zucca e le arance. Versate in una pentola, unite lo zucchero, il limone e il miele. Cuocete a fiamma bassa e fate bollire finchè non otterrete la consistenza desiderata (io circa 30 minuti di bollitura). Invasate in barattoli sterili, chiudete con capsule nuove e conservate al buio.












CREMA LIQUORE DI ARANCE

400 gr di zucchero
500 gr di alcool
500 gr di latte intero
2 arance molto grandi non trattate

Lavate le arance e dividertele in 4 pezzi. Mettetele a macerare nell'alcool per 48 ore. Trascorso il tempo togliete le arance e filtrate il liquido. Versate il latte e lo zucchero in una pentola molto alta a fuoco dolce e cuocete circa 25/30 minuti (la pentola alta evita che il latte bollendo esca fuori, se accade, abbassate la fiamma). Lasciate raffreddare e unite l'alcool filtrato dove avete macerato le arance 20. Travasate in bottiglie di vetro e conservate in frigo per un mese. Potete consumarlo da subito.



   

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29 dicembre 2012

Calcionetti abruzzesi [nuova versione]


Mi va di fare un resoconto dell' anno che sta per terminare. 
Come il precedente è stato un anno duro, difficile, ma forse questa volta ammetto di averlo voluto io. 

Mia figlia ha ereditato da suo cugino un giocattolo che io reputo stupendo: Yano.
Questo strano raccontastorie ha una facoltà: ascoltare i tuoi desideri e darti un responso. 
Per mostrare a Viola come usarlo espressi più di un anno fa un desiderio ad alta voce: 
VOGLIO GRANDIOSE NOVITA'
E la risposta fu: "Il tuo desiderio si avvererà per magia"

Le novità iniziarono pian piano per gioco: il contest de La Cucina Italiana, il viaggio a Lucca, la vincita del Contest con questa ricetta e poi...
dopo nove anni ho cambiato posto di lavoro.

La realtà in fondo è che la tranquillità e la sicurezza erano solo apparenza ed io chiedevo a me stessa ormai da molto di mettermi davvero alla prova altrove. 
Così è arrivato Altrove: un nuovo lavoro, cioè un lavoro che coltivavo da cinque anni, in una veste nuova e... un dottorato di ricerca. 
Sono sempre esagerata così chiusa una porta ho aperto due portoni ma Yano non mi aveva dato una chiave, tutto questo è stato solo frutto di scelte sofferte e studiate.

In mezzo a queste scelte lo sapete un po' tutti è nato Riccardo. 
E qui più di ogni altra cosa ringrazio il cielo perchè, come per sua sorella,
 per come erano iniziate le cose è nato un altro miracolo. 

Insomma, un anno intenso, ma in fondo non ho raccolto nulla, anche quest'anno ho seminato per gli anni futuri e di questi tempi devo dire sono stata davvero tenace e coraggiosa,
perciò questo anno trascorso lo dedico soprattutto a me che tutto sommato non mi arrendo.

Ah dimenticavo... quello che ho imparato da tutta questa lunga esperienza durata oltre 12 mesi è che tagliare i rami secchi è fondamentale perchè solo così potranno nascere nuove gemme.
(come dice un saggio amico ; ))


Per un anno di novità così non potevo che lasciarvi una ricetta nuova: totalmente reinvetata, dalla nostra tradizione natalizia abruzzese i calcionetti con un sapore totalmente nuovo. 
Un'idea che avevo da tempo e che ha riscontrato successo, sempre se vi piacciono i sapori decisi!



 CALCIONETTI ABRUZZESI AL FORNO [NUOVA VERSIONE]

Per l'impasto
150 ml di mosto cotto (io ho usato il mosto dell'Azienda Villa Bravari di Ortona - CH)
100 g di olio di oliva
100 g di crema di marroni
1 bustina di lievito per dolci
350 g di farina 00

Per la farcia
50 g di mandorle
50 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di marmellata d'uva nera
buccia di 1/2 arancia grattugiata
10 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di mosto cotto


Preparate la farina in una terrina capiente.
Mettete in una pentola l'olio, il mosto cotto e la crema di marroni. 
Quando il composto inizia a bollire spegnete e versate la bustina di lievito. Girate e non appena comincia a fare la schiuma versate sulla farina. Attendete qualche istante e iniziate ad impastare. Il composto sarà liscio ed elastico. Lasciate a riposo mezz'ora al coperto sotto una ciotola. 

Intanto preparate la marmellata con le mandorle spezzettate, il cioccolato triturato, la buccia d'arancia, il mosto, lo zucchero.
Stendete la pasta come per fare dei ravioli, raccogliete il ripieno con un cucchiaio e chiudete sigillando con una rotella. 

Cuocete in forno caldo 10 minuti circa a 180°, non fateli dorare troppo altrimenti si seccano.
Si conservano per una settimana in una scatola di latta.

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07 aprile 2012

Buona Pasqua!





 Ho colorato le mani di giallo
e, con il giallo, ho scritto in dolce e salato.
Ovunque ho lasciato il profumo di uova, limone e ricotta 
per augurare Buona Pasqua.
Ne lascio un po' anche qui, tornerò per raccontarvi ogni cosa, per ora...
Auguri!
 

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25 febbraio 2012

California Cheescake



Me lo dici ogni giorno e non sai aspettare. Per te non contano i classici "momenti giusti", le ricorrenze, le feste comandate, i manuali del bon ton. Tu sei così, un fiume calmo e lento che mi bagna, un fiume dove posso dissetarmi quando ho sete, dove rinfrescarmi, dove nuotare fino allo sfinimento senza mai annegare.

E in questa acqua torno come nel grembo di una madre, perchè sei così accogliente che mi hai ridato vita con il tuo respiro. 

A te non servono parole perchè mi parli con profondi occhi neri, con i tuoi abbracci ed i tuoi baci così teneri. Me lo dici con tutte quelle cose che fai per me e per la famiglia che abbiamo messo in piedi non senza soffrire e fare grandi rinunce e sacrifici. 

Ma il sacrificio più grande è starti lontana, mentre le nostre vite scorrono parallele durante il giorno, mentre inseguiamo le nostre certezze, mentre ci cerchiamo con la voce e col pensiero per tornare alla terra ferma e per sentirci a casa prima ancora che venga sera. 




Per noi non c'è 14 febbraio. San Valentino è ogni giorno, anche quando ci rinneghiamo, ci mettiamo in discussione, ci ignoriamo, perchè anche questo è amore, perchè amore non è perfezione.



A te, Andrea, che non sai aspettare, a te che ogni giorno non perdi occasione per alimentare questo fuoco che ci rinnova, a te ho legato il mio cuore che tracima, tracima di quell'amore che ogni giorno mi doni. 


Dal nostro ultimo meraviglioso e romantico viaggio a Milano

CALIFORNIA BAKERY CHEESCAKE 

Per la crosta
300 g di biscotti digestive
80 g di burro sciolto
1/2 cucchiaino di miele di acacia
1 pizzico di cannella
Per la crema
400 g di robiola (io ho usato il mascarpone)
300 g di ricotta fresca di mucca
200 g di zucchero
150 g di panna fresca
40 g di yogurt bianco intero

4 uova intere leggermente sbattute
la buccia grattata di un limone non trattato
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino di farina 00

Per la decorazione

Frutta a piacere (io frutti di bosco)
zucchero a velo

Scaldate il forno statico a 160°

Frullate insieme tutti gli ingredienti della crosta e lavorateli a mano, poi trasferiteli in una teglia a cerniera e ricoprite il fondo e i bordi della teglia con l’impasto (cercate di fare uno strato uniforme non troppo sottile). Io ho usato uno stampo a cerniera a cuore di 22 cm. Lasciate riposare mezz’ora in frigorifero.
Intanto setacciate la ricotta e mescolatela alla robiola (o mascarpone). Aggiungete lo zucchero, lo yogurt, la scorza di limone e i semi della bacca di vaniglia, poi unite le uova leggermente sbattute, la panna e la farina. Rovesciate la crema nella crosta ormai compatta e cuocete per 55 minuti.
Lasciate riposare e raffreddare a temperatura ambiente per tre ore. Passate in frigo per altre due ore.


Al momento di servirla toglietela un po' di tempo prima dal frigo (io solitamente 20 minuti) riempite la cavità che si sarà formata al centro (il dolce raffreddato tende ad abbassarsi) con frutta fresca a piacere (io ho usato more, lamponi, ribes e mirtilli).

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