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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

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05 febbraio 2013

Zucca agrodolce al forno e Pan Brioche di polpa e semi



Da quando sono diventata mamma comprendo profondamente certe frasi che, come un leitmotiv,
 i miei genitori mi ripetevano ad oltranza. In quegli anni in cui tutto sembra dover essere per forza "combattuto e respinto" per essere vissuto, quelle "previsioni" di ciò che sarebbe accaduto mi procuravano un gran fastidio e mi adoperavo inutilmente cercando di dimostrare che " i grandi" avevano torto e che la loro retorica era banale e serviva solo per smuovermi uno scomodo senso di colpa.


Adesso sono qui a dar loro ragione.
Quanta energia avrei risparmiato se avessi ascoltato quei consigli!

Posso solo consolarmi affermando che "il saggio dubita spesso e cambia idea

Ho cambiato idea e gusti anche sul cibo in tutti questi anni.
La zucca ad esempio, era un cibo "out" e non volevo neanche assaggiarla, mentre ora quasi mi dà fastidio se qualcuno me ne parla con disprezzo! 

Mi sono ricordata di questa splendida ricetta che mia madre preaparava solo in occasioni speciali, la zucca agrodolce al forno, aggiungendoci qualche seme e un po' di miele.
Divina, che stupida aver aspettato tutto questo tempo!

Infine, non paga del lavoro svolto dal forno, ho impastato un pan brioche con della polpa che mi era avanzata e aggiungendo sempre dei semi decorticati!




                                                   ZUCCA AGRODOLCE AL FORNO

600 g di zucca pulita e tagliata a fettine
3 spicchi di aglio
50 ml di aceto di miele (è molto delicato)
un generoso cucchiaio di miele liquido
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaio colmo di origano
Semi di zucca decorticati Melandri Gaudenzio
Sale

Disponete la zucca in una teglia da forno, aggiungete il sale, l'aglio sbucciato e schiacciato e l'olio. Distribuite il cucchiaio di miele e l'aceto. Spolverizzate con l'origano ed i semi di zucca e cuocete in forno a 180° per mezz'ora.
 
PAN BRIOCHE ALLA POLPA E SEMI DI ZUCCA

30 g di semi di zucca decorticati biologici Melandri
140 g di kefir di latte (o latte)
1 bustina di lievito di birra secco
1 uovo
50 g di olio di oliva
100 g di polpa di zucca cotta a vapore
200 g di farina 00
250 g di farina manitoba
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
3 fette di prosciutto crudo stagionato


Tostate i semi di zucca e mettete da parte. In un pentolino fate intiepidire il kefir (o il latte se non avete il kefir) e aggiungete la purea di zucca già pronta. Unite il lievito secco e lo zucchero e lasciate che si sciolgano per bene. A parte preparate una fontana con le farine setacciate e ponete al centro l'olio e l'uovo appena sbattuto. Unite il composto di latte e zucca e iniziate ad impastare. Aggiungete il sale e impastate per bene finchè non avrete un composto elastico e sodo (se serve aggiungete un cucchiaio o più di farina). Lasciate lievitare in un luogo caldo al riparo dalle correnti fino al raddoppio.
Al termine della prima lievitazione sgonfiate l'impasto e unite i semi di zucca tostati e il prosciutto tagliato a pezzetti. Impastate di nuovo per distribuire la farcitura e create una palla. Mettetela in una forma da pan brioche di quelle di carta. Lasciate lievitare di nuovo fino al raddoppio. Accendete il forno a 200° ventilato e infornate cuocendo per 30 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare, togliete l'incarto e servite accompagnata da salumi.

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20 gennaio 2013

Pizza e foglie [Pizzɘ e fuòjë]


Dopo una dichiarazione di intenti così, dopo aver detto che il blog è terapia non posso che essere ormai libera di viverlo. Proprio questa libertà mi è sempre mancata, mi sono sempre preoccupata di come gli altri leggessero e interpretassero le mie parole. Ora che, invece, ho maturato la consapevolezza che questo spazio è nato principalmente per me, mi sento in pace. E mi va di scrivere, di parlare, di lasciare pensieri e accompagnarli alle ricette che preparo ogni giorno.


Da un po' di tempo una delle più forti sensazioni che vivo soprattutto in ambito lavorativo è la paura. Paura di non essere all'altezza, di non farcela, di non avere più la lucidità per portare avanti idee e progetti che si affollano nella mia mente. A questo proposito confrontarmi con gli altri mi dà sempre nuovi punti di vista per guardare le cose con distacco e prendere un po' di respiro.



Mentre respiro profondamente scopro che non posso lasciare posto alla paura perchè ho poco tempo e devo usarlo al meglio. Così mi accetto, lascio che questa sensazione seppur scomoda mi attraversi e stia lì anche giorni, mentre mi riapproprio delle cose più importanti e cerco di spendere meglio il mio tempo. In questi momenti riappropriarmi delle tradizioni mi fa davvero bene, mi restituisce un contatto vero con le cose e le persone che mi stanno vicine, contatto che mi permette di mantenere ben saldi i piedi a terra.



Ed è allora che non ho più paura perchè scopro di avere radici profonde e anche se questo vento impazza e spezza qualche ramo della mia chioma io resto sempre lì.


Oggi è San Sebastiano, per festeggiarlo nel mio paese si preparano molti cibi da consumare in un rito collettivo chiamato "Lu Puzzunette". Uno dei piatti tipici di questa giornata è Pizzɘ e fùojë, pizza di granturco con erbe selvatiche, un piatto semplice ma decisamente indimenticabile.



PIZZA DI GRANTURCO ED ERBE SELVATICHE

Per questa ricetta non ho dosi, è una di quelle ricette"ad occhio"

Impastate della farina di mais con acqua bollente salata in una terrina (l'impasto sodo sarà simile a quello del pane). Ungete una teglia da forno e disponete dentro l'impasto appiattendolo un po'. Ungete anche la parte superiore dell'impasto e infornate a 200° per un'ora. A metà cottura girate la pizza. A fine cottura spezzatela, dovrà essere croccante fuori e morbida all'interno.
Intanto fate sbollentare le erbe che avete a disposizione (broccoletti, cicoria, borragine... se è selvatica è decisamente meglio), scolatele e conservate l'acqua di cottura.
In una pentola fate soffriggere due spicchi di aglio e pezzi di peperone secco. Unite le erbe sbollentate e scolate.  Aggiungete il sale e la pizza sbriciolata. Fate cuocere a fuoco lento per amalgamare tutto per due o tre minuti. Se serve, se le erbe sono molto asciutte, aggiungete un po' della loro acqua di cottura. Il piatto finale dovrà essere molto umido. Servite con un peperone secco.

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18 gennaio 2013

Soufflè alla marmellata di arance e uno sguardo al passato


Come un insetto in una goccia di ambra quando scrivo un post registro una ricetta e cristallizzo un pezzo di vita. Raramente torno sui miei passi, tanto che mi sembra a tutt'oggi di aver fatto davvero poco e di aver scritto quasi nulla di me. L'occasione di rispolverare ricette già pubblicate a base di arancia per l'iniziativa de La Cucina Italiana a favore dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro mi è servita per guardarmi indietro e per capire che invece di strada ne ho fatta tanta.

Lo sguardo orizzontale che avevo nel fotografare il cibo non mi appartiene più. Il confronto con altre realtà e la lettura di libri e post di chi ha sperimentato prima di me, mi è servita in questi anni per maturare altri punti di vista, per migliorare. Ho fatto tanti progressi e sono cambiata anche io.
La mia vita è cambiata, ma alla domanda "Perchè hai un blog" ora più che mai ho una sola risposta: per me

Il blog è terapia
La fotografia è libertà
Il cibo trattato bene è salute

Ho un blog per stare bene, ho un blog per vivere meglio




SOUFFLE' ALLA MARMELLATA DI ARANCE e CANNELLA
Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di arance
1 uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, la cannella e la farina e distribuite il composto in due ciotoline imburrate e infarinate.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.









MARMELLATA DI ZUCCA, ARANCE e MELE
200 gr di mele sbucciate e tagliate
100 gr di zucca pulita e tagliata a pezzi
200 gr di arance pelate a vivo senza semi
il succo di un limone
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele

Nel boccale di un frullatore triturate grossolanamente con qualche colpo di lama le mele, la zucca e le arance. Versate in una pentola, unite lo zucchero, il limone e il miele. Cuocete a fiamma bassa e fate bollire finchè non otterrete la consistenza desiderata (io circa 30 minuti di bollitura). Invasate in barattoli sterili, chiudete con capsule nuove e conservate al buio.












CREMA LIQUORE DI ARANCE

400 gr di zucchero
500 gr di alcool
500 gr di latte intero
2 arance molto grandi non trattate

Lavate le arance e dividertele in 4 pezzi. Mettetele a macerare nell'alcool per 48 ore. Trascorso il tempo togliete le arance e filtrate il liquido. Versate il latte e lo zucchero in una pentola molto alta a fuoco dolce e cuocete circa 25/30 minuti (la pentola alta evita che il latte bollendo esca fuori, se accade, abbassate la fiamma). Lasciate raffreddare e unite l'alcool filtrato dove avete macerato le arance 20. Travasate in bottiglie di vetro e conservate in frigo per un mese. Potete consumarlo da subito.



   

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13 gennaio 2013

Brioches salate al kefir



 Un presagio triste mi accompagna dal piacevole tepore delle coperte alla cucina.
Ho ancora i capelli arruffati, un brutto sogno, un addio inatteso, mi ha svegliata con l'amaro in bocca e cerco pace. Esco fuori per assaporare l'aria e guardo in strada sotto casa nostra.
Una casa piccola in mezzo a questi grandi palazzi brulicanti di famiglie è rimasta ancora lì, con la sua terra, i suoi papaveri in pimavera, gli ulivi, le galline, i limoni e i fichi d'india.


In un giorno pieno di sole del maggio di due anni fa, attratta da quei boccioli rossi ondeggianti, andai a bussare alla porta di quella piccola casa con Viola a chiedere il permesso di entrare nel recinto e "toccare i papaveri". Ci accolse un uomo con il viso da bambino e le mani sporche e consumate dal lavoro che la terra richiede. Trascorremmo così un lunghissimo pomeriggio tra il cortile e il capanno degli attrezzi a raccontarci ogni genere di cose che ci veniva in mente, a ridere, a mangiare cioccolato e raccogliere le uova.


Ripenso a questo episodio ogni volta che guardo quella casa.
Ma oggi non gioisco.
Fuori dalla porta, sul ciglio della strada si affollano troppe macchine, la gente mesta, composta e silenziosa non ha di certo messo il cappotto scuro per andare a comperare le sue uova.
Il presagio triste in questa fredda aria di gennaio non mi abbandona, ma si spiega in un addio vero.


Ciao Roberto
eri un uomo buono per questo voglio ricordarti con un pane
grazie per averci accolte a casa tua



BRIOCHE SALATE al KEFIR

20 g di lievito di birra
250 g di kefir
300 g di farina manitoba
250 g di farina 00
60 g di olio extravergine di oliva
1 uovo
1 cucchiaino di sale fino

Sciogli il cubetto di lievito nel kefir appena intiepidito. Versa in liquido sulle farine setacciate, aggiungi l'olio, il sale e l'uovo e impasta fino ad ottenere un panetto elastico e soffice. 
Lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato due ore)
Riprendi l'impasto e reimpastalo sulla spianatoia, stacca dei piccoli pezzi e crea tanti filoncini. 
Annoda i filoncini (come nodini di mozzarella) e metti in una teglia coperta di carta forno. 
Lascia lievitare 30/45 minuti nel forno appena tiepido ma spento.
Cuoci a 180° statico per 20/25 minuti (la superficie deve essere leggermente dorata).

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17 ottobre 2012

Pane di grano duro alle fragole e crema di aceto balsamico


Ieri 16 ottobre è stata la Giornata mondiale del pane 2012, meglio conosciuta come World Bread Day e contemporaneamente si è celebrato il World Food Day (Giornata mondiale dell'Alimentazione 2012). 
Non riesco più a seguire alcuna scadenza, così come non riesco più ad indossare un orologio, mi muovo come l'acqua, scorro lenta o veloce, mi carico in ondate di piena e poi mi allontano come la bassa marea. Sono e mi definisco sempre più un cane sciolto.
Non so se possa essere positivo agli occhi di chi mi vive accanto, ma intanto accade ed io vivo meglio. 

Eppure volevo esserci per questo appuntamento, volevo ricordare che nonostante il benessere imperante c'è ancora qualcuno come noi che non ha nulla da mangiare.


Vi lascio questa ricetta, mi sono lasciata trasportare e non so se qualcuno mai la proverà, a me è piaciuta tantissimo, questa sera tenterò di mangiarlo con un formaggio stagionato.





PANE DI GRNO DURO ALLE FRAGOLE E CREMA DI ACETO BALSAMICO

400 gr di farina di grano duro
200 gr di fragole lavate e tagliate a pezzi
125 ml di yogurt alla fragola
50 ml di acqua
1 cubetto di lievito di birra da 25 gr
1 cucchiaino di sale fino
50 ml di crema di aceto balsamico

Fate intiepidire lo yogurt e scioglieteci in mezzo il lievito. Unite l'acqua e 100 gr di farina e impastate con un cucchiaio. Lasciate al coperto per 30 minuti lontano dalle correnti.
Riprendete il composto e unite l'aceto balsamico e 100 gr di fragole, la farina restante e il sale. Impastate a lungo fino ad ottenere un impasto elastico. Stendetelo e posizionate il resto delle fragole sopra. Arrotolate e lasciate lievitare fino al raddoppio (circa un'ora e mezza). Incidetelo con una lama affilata e cuocete a 200° forno statico per 35 minuti.

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05 gennaio 2012

Crema spalmabile ai pinoli e pane alla marmellata d'uva


La colazione è il momento che quasi prediligo della giornata. Sono i dieci minuti di silenzio da sola ai quali non rinuncerei mai. La mente è vuota, qualche sprazzo di sogno che ancora gira davanti agli occhi, ma già si fa sfocato. Il gatto vuole le sue coccole, mentre apro le finestre ed esco fuori anche in pieno inverno per sentire l'aria e guardare in lontananza il mare. Vorrei durasse un po' di più, ma c'è un autobus sul quale dovrò saltare tra poco, ci sono i baci da distribuire prima di chiudere la porta di casa e pensare che tutto andrà nel migliore dei modi. 

Con le mie giornate record di 13 ore fuori casa non potrei mai e poi mai iniziare con qualcosa da scartare, con il "rumore" di una bustina di plastica che avvolge un cornetto o un qualsiasi altro dolce.

Ho voglia di sentire il coltello affondare nel pane ruvido,  voglio aspettare il suono del tostapane e indugiare nel barattolo di crema spalmabile ai pinoli con un cucchiaio d'argento.

Voglio decidere cosa regalarmi a colazione senza sostare davanti agli scaffali del supermercato.

Vi lascio due delle mie ricette preferite, chissà che anche a voi, come me,  piaccia desiderare la colazione già dalla sera prima!



PANE ALLA MARMELLATA D'UVA NERA

200 ml di acqua tiepida
50 gr d olio d'oliva
10 gr di malto d'orzo o zucchero
3 cucchiai di semi di lino
100 gr di marmellata di uva nera 
(se volete la versione più bianca basterà usare una marmellata di ciliegie o fragole)
200 gr di farina di segale integrale (o farina integrale)
300 gr di farina Manitoba
1 bustina di lievito di birra secco

Amalgamate l'acqua, l'olio, la marmellata, lo zucchero o il malto ed i semi di lino. Unite il composto alle farine setacciate insieme con il lievito e impastate. 
Stendete l'impasto e arrotolatelo su se stesso come un rollè.
 Ponetelo con l'apertura in basso in una teglia da plumcake (ricoperta di carta forno bagnata e strizzata) e lasciate lievitare due ore in un posto tiepido.
Scaldate il forno a 200° ventilato. 
Infornate e cuocete 25 minuti.



CREMA SPALMABILE AI PINOLI

80 gr di pinoli
50 gr di zucchero semolato
70 ml di latte intero
50 gr di burro
100 gr di buon cioccolato bianco
i semi di 3 cm di bacca di vaniglia

Tritate nel mixer lo zucchero ed i pinoli leggermente tostati. Deve diventare una polvere molto sottile. Versate in un pentolino con il latte, il burro, la vaniglia e il cioccolato spezzettato. Cuocete a fiamma molto bassa finchè si saranno amalgamati tutti gli ingredienti. NON DEVE BOLLIRE! Versate il composto liquido in un barattolo da 500 gr e lasciate rapprendere in frigo. 
Si conserva 30 giorni (anche più) in frigorifero. Il sapore dei pinoli si esalterà dopo cinque giorni di riposo.



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13 novembre 2011

Ferratelle salate alle castagne e rosmarino... io vado al Desco


Sono molto emozionata, ho tre bellissime novità davanti a me e vorrei condividerle con ognuno di voi.
Mi servirà del tempo per parlarvene con i miei mezzi, le ricette, gli ingredienti che meglio si sposano per raccontare queste emozioni che letteralmente non mi lasciano dormire dalla gioia.
Saprete aspettare?
Continua a leggere...»

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15 giugno 2011

MARMELLATA DI FRAGOLE E ACETO E... LUMACHE FARCITE


In questi giorni ho prodotto una quantità industriale di marmellata. Non seguo più alcuna ricetta, ormai ho un solo e unico modo di lavorare, vado di getto cercando di capire quali ingredienti ho tra le mani.
Li assaggio crudi dopo averli puliti, sento la consistenza, valuto la freschezza e poi scelgo quanto zucchero o sale o aromi andranno ad abbracciarli per trasformarli. 
Nelle marmellate quello che mi attrae di più è il colore. Sono stata folgorata da una veloce visita in libreria dove facevano bella mostra tra i libri anche tanti barattoli di colori a dita. Come potevo ripetere quella sensazione di benessere che i colori accesi ti regalano lavorando nella mia cucina? Con la frutta... of course! 


Mi piace riscoprire la semplicità dei gesti, la colazione, una merenda semplice e sana, mi piace spalmare la marmellata come fosse colore sul pane, quel pane profumato che inonda casa e accoglie con un abbraccio i miei amori prima ancora di ricevere i miei baci.



Mi piace davvero andare lenta, eppure mi sembra di aver acquistato altro tempo.




MARMELLATA DI FRAGOLE E CREMA DI ACETO BALSAMICO

1,5 kg di fragole mature
250 gr di zucchero semolato
il succo di un limone
2 cucchiai colmi di crema di aceto balsamico

Lavate le fragole e togliete il picciolo. Mettetele intere in una pentola alta con il doppio fondo. Unite lo zucchero e il succo del limone. Fate cuocere per circa 1 ora e 15 minuti a fuoco medio girando spesso. Durante questo tempo togliete la schiuma bianca che si forma sulla superficie. 
Quando è pronta e la consistenza vi soddisfa unite la crema di aceto balsamico e mescolate per amalgamare. Invasate la marmellata ancora calda in barattoli sterilizzati, chiudete e rovesciate per creare il sottovuoto.


LUMACONI FARCITI

350 gr di farina 00
100 ml di acqua tiepida
60 gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito secco di birra
1 uovo
3 cucchiai di olio di semi di arachidi
marmellata o crema spalmabile alle nocciole per il ripieno


fate una fontana con la farina e mettete sui bordi il lievito. Al centro il resto degli ingredienti e impastate per 10 minuti fino ad avere un impasto elastico e sodo. Aggiungete altra farina se appiccica. Fate lievitare in un posto al riparo dalle correnti per 1 ora e 30 minuti.
Riprendete l'impasto e lavoratelo di nuovo. Staccate dei pezzetti di pasta e  stendeteli per formare dei rettangoli. Al centro spalmate la marmellata o la crema di nocciole e arrotolate a forma di cilindro sigillando bene. Arrotolate i cilindri per dare la forma della lumaca e tagliate l'estremità della testa con delle forbici per creare le antenne. lasciate lievitare altri 30 minuti su una placca foderata di carta forno e poi cuocete 15 minuti a 200° nel forno preriscaldato.


Enjoy!


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31 maggio 2011

Marmellata di ciliegie e cannella e... un nuovo design!


Nell'ultimo post vi avevo anticipato questo cambiamento... che ve ne pare? E' un capolavoro, soprattutto il logo, non trovate che si addica perfettamente al mio pensiero e alla filosofia di questo blog? Devo dire grazie ai Roberti [Roberta+Roberto] perchè hanno reso possibile un sogno, quello di dare a Cucinalkemika una "casa" più comoda e un aspetto più fresco! La nostra amicizia, nata via web, mi ha arricchita sotto ogni punto di vista e sapere che questo è solo l'inizio di un lungo percorso collaborativo mi fa fremere...

Perchè questa novità il 31 maggio? Oggi esce in tutte le edicole di Roma e Milano il trimestrale Milleidee, (e da domani in tutte le altre città d'Italia) e pensate un po'... c'è un lunghissimo servizio dedicato ad un lavoro realizzato da tre BLOGGER ABRUZZESI! Le tre blogger siamo io, la vulcanica Roberta e l'origamista Barbara alle prese con la realizzazione di una bomboniera a 6 mani! Lavorare insieme è stato davvero incantevole, scoprire le capacità di ciascuna e poterle applicare ad un unico prodotto mi ha dato molta soddisfazione.
Nel servizio, legate alla bomboniera troverete due mie ricette con la regina delle spezie, lo zafferano!

Proprio per inaugurare il mio nuovo design, questo spazio bianco pieno di luce, vorrei  donarvi un pdf che contiene 7 ricette realizzate con lo zafferano, dall'aperitivo al dolce, alcune già sul blog, altre inedite. Il pdf lo ha realizzato lo sta realizzando un mio carissimo amico (solo un po' di giorni e poi sarà pronto!), David, che ringrazio di cuore perchè le sue parole ogni giorno mi danno sempre una grande spinta per andare avanti e fare meglio! Per ricevere il pdf scrivete a: cucinalkemika@gmail.com

Vorrei che questo spazio diventasse anche per voi un giardino dove sostare anche per poco per condividere i miei pensieri e le ricette che ne scaturiscono. Passate a trovarmi,   soffermatevi sulle ricette, commentate se volete le mie parole, insomma usatemi, mangiatemi, proprio come questa marmellata di ciliegie e cannella, che si sposa divinamente con il suo pane al latte e ben si addice ad un momento conviviale!
Prego, accomodatevi, il blog è aperto!

MARMELLATA DI CILIEGIE E CANNELLA

1 kg di ciliegie
100 gr di miele millefiori
100 gr di zucchero semolato
il suco di un limone
un cucchiaino da caffè di cannella in polvere

Mettete in una pentola le ciliegie dopo averle aperte leggermente con il coltello (lasciate il nocciolo). Unite il miele, lo zucchero, la cannella e il succo di limone e lasciate cuocere a fiamma molto bassa. Togliete la schiuma ogni volta che viene a galla. Quando sarà abbastanza densa (circa 1 ora) mettetela su un setaccio (sotto il quale posizionerete una scodella) e togliete i noccioli (non gettateli-leggete sotto) con un cucchiaio. Raccogliete il succo nella scodella e unitelo alla purea rimasta sul setaccio. Invasate ancora calda nei barattoli (io ho riempito 2 da 200 gr).


BIBITA RINFRESCANTE
Raccogliete i noccioli ancora caldi dalla marmellata stesa sul setaccio e tuffateli in un litro di acqua. Lasciate raffreddare, filtrate e unite del ghiaccio e qualche fetta di limone prima di servire.



PANE AL LATTE
1 cubetto di lievito di birra
350 gr di farina manitoba
200 gr di semola rimacinata
300 ml di latte intero
90 ml di olio d'oliva
20 gr di zucchero
10 gr di sale

Sciogliete il cubetto di lievito e lo zucchero nel latte tiepido e unitelo alle farine messe a fontana (oppure usate l'impastatrice). Aggiungete l'olio e cominciate ad impastare. Unite il sale e amalgamate il tutto impastando per circa 10 minuti finchè avrete un impasto sodo ed elastico. Create una palla e lasciate lievitare per un'ora. Riprendete l'impasto e dividetelo in tante palline che metterete in una teglia coperta di carta forno. lasciate lievitare di nuovo per un'ora. Spennellate con tre cucchiai di latte e infornate a 220° per 15 minuti statico.

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18 dicembre 2010

MERENDE E GELATI DI UNA VOLTA...



Restare in casa molti giorni a causa della febbre di Viola e della neve mi ha fatto ricordare tante cose. Le avevo letteralmente cancellate. Tutto è nato pensando al fatto che per me è un'occasione rara trascorrere un pomeriggio o un'intera giornata con Viola, in casa per di più, mentre mia madre non ci ha mai detto "non piangere, torno presto...", lei era sempre lì, nella sua casa, nella sua cucina. Ma io cosa facevo durante il pomeriggio, quando avevo la febbre o quando c'era un tempo da lupi per cui non ti era permesso uscire?  Leggevo un libro, un fumetto, giocavo, guardavo poca Tv, parlavo tanto, cantavo... ma poi arrivava o no l'ora della merenda? Cascasse il mondo quella non mancava mai! In questo periodo, ma più che altro a Novembre, era sempre presente l'olio nuovo e come tale non era proprio adatto per la cottura per il suo sapore molto intenso, tuttavia lo si usava degustandolo semplicemente sul pane o accompagnato da salumi (+ pane chiaramente) oppure, per le merende. La merenda più gettonata era pane, olio zucchero e fette di arancia, proprio come nella foto, esistevano altre varianti, ma questa è davvero insuperabile, anche adesso. Come ho fatto a dimenticarmene per così tanto tempo? Quante altre cose ho dimenticato? Avrò tempo per recuperare tutto? Anzi, avrò occasioni per ricordare tutto?



La neve è stata una di queste occasioni speciali per ricordare altri episodi. Le pasticcerie continuano a vendere il gelato anche in inverno. Io credo che molti anni fa, quando ero una bambina, non accadeva. Qualche volta la voglia di gelato ti assaliva nonostante il freddo intenso, la pioggia, le giornate scure, magari solo per ricordare un po' d'estate. Mentre pensavo al gelato mi apparivano quei luccichii del mare al primo sole del mattino, la sabbia ancora fredda, e poi la Coca-cola nella sua mini bottiglietta, la cannuccia, il flipper, la mia mano che salutava la maestra per dirle che ci saremmo riviste dopo due mesi... tutta l'estate correva veloce davanti ai miei occhi, mentre mio padre portava in casa della neve! "Ma se ci dite sempre di non mangiarla?" "Ma questa è pulita, era sul ramo di quell'albero..." In effetti profumava di pino e resina. Così ci si metteva sù un po' di mosto cotto oppure succo d'amarena e... che bello! Com'era semplice ogni cosa! L'ho rifatto anche per Viola, le è piaciuto tantissimo... la cosa più bella è stata sentirle dire "Grazie mamma, profuma!". Grazie Viola per questi ricordi,  grazie a te piccola, mi hai regalato delle giornate indimenticabili!

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16 ottobre 2010

PANE ALLA ZUCCA E CIOCCOLATO

















In linea con quanto vi ho raccontato pochi giorni fa sull'autoproduzione, ecco il mio pane speciale che partecipa in contemporanea con tanti altri blogger in tutto il mondo a questa deliziosa raccolta ideata da ZORRA e giunta alla 5 edizione. Ho cercato di rendere alla fine tutto quello che l'autunno mi evoca: un forte colore giallo arancio e il marrone, che mi ricorda la terra bruna sulle quale trovo sempre più foglie ogni giorno. E' decisamente un esperimento, non ne avevo trovato traccia da nessuna parte, solo un'idea... per fortuna ben riuscita, il suo sapore mi ha stregata! L'ho abbinato ad una deliziosa gelatina di uva nera e cioccolato che avevo confezionato la scorsa settimana... con quel rosso ho decisamente dedicato questa giornata ai colori autunnali e con questo pane ho condiviso un'idea ed un progetto con molte altre persone!

Al 5° WORLD BREAD DAY!

PANE ALLA ZUCCA E CIOCCOLATO

500 gr di farina integrale
100 gr di zucca cotta in forno e schiacciata
20 gr di olio d'oliva
100 gr di farina di grano saraceno (da tenere a portata di mano se risulta un impasto appiccicoso)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di lievito secco naturale attivo
2 cucchiai di cacao amaro

Dividi la farina integrale in due ciotole. Ad una aggiungi la zucca, il sale e un cucchiaino di lievito secco. Comincia ad impastare, unisci 10 gr di olio d'oliva e acqua a sufficienza per creare una pagnottina soda e non appiccicosa (eventualmente aggiungi della farina di grano saraceno). Metti da parte a lievitare in un posto tiepido per due ore.

Alla farina integrale restante unisci il cacao, 10 gr di olio e il lievito, inizia ad impastare mettendo poca acqua quanto serve, metti qualche pizzico di sale e forma un impasto sodo. Lascia lievitare 2 ore.

Trascorse le due ore reimpasta i pani e stendili in una forma rettangolare, sovrapponili e forma un rotolo sigillandolo sotto. Poni in una forma a cassetta  e fai lievitare nuovamente per una mezz'ora.
Cuoci in forno caldo 30 minuti a 200° aggiungendo in forno una teglia con acqua, sforna e fai raffreddare su una teglia.

Nell'altra farina

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20 aprile 2010

Torta di formaggio

Ho ritrovato un'amica! Come faccio a descrivervi la gioia che ho provato? Ho trovato tra le mail la sua richiesta di amicizia su facebook e da allora... ho trascorso tutti i momenti liberi di questa giornata tornando con la mente indietro nel tempo, fino a sfiorare quel piovoso novembre 1995 quando, passata la prima operazione al ginocchio destro, finalmente la mia famiglia mi accompagnò ad Urbino per prendere posto nella casa che avevo affittato per poter studiare fuori. La condividevo con altre 7 ragazze. Nella mia facoltà le lezioni erano già iniziate e, chiaramente, non conoscevo nessuno. Camminavo male, mi trascinavo a fatica per quelle salite e quelle stradine ripide e rese scivolose dalla pioggia e dalla nebbia. Mi portavo dietro ogni giorno che passavo lontano da casa e dal mare, un peso sempre più grande fatto di solitudine. Studiare mi è sempre piaciuto, seguivo tutte le lezioni perchè mi piaceva ascoltare, perchè sono curiosa di tante cose. Ero circondata da migliaia di studenti e avevo tutta la giornata a mia disposizione eppure mi comportavo come un perfetto soldatino di legno, proprio come mi avevano cresciuta in casa, decisamente un soldatino dedito solo al dovere. Alzarsi, fare colazione alla svelta, mettersi quello che capitava, andare a lezione, riabilitare il ginocchio, pranzare a casa, uscire per le lezioni pomeridiane, fare quattro chiacchiere con le coinquiline, rimettere a posto gli appunti, riflettere, leggere qualcosa, fare le pulizie che mi toccavano da calendario, dare la buonanotte e sperare di scoprire cose nuove l'indomani. Meno male tutto questo durò poco perchè conobbi a lezione due ragazze davvero solari e grintose: Francesca (di Vasto) e Francesca (di Pesaro)! (Da questo momento in poi comunque iniziò la mia vera vita da universitaria lontana da casa negli anni novanta, ma di questo vi parlerò magari man mano...). Proprio oggi ho ritrovato la France di Pesaro! Sapere che era della zona mi faceva stare tranquilla, conosceva tante cose, i posti, i musei, le biblioteche, la cultura e la cucina marchigiana e poi era così premurosa e calma! Era pendolare e per questo non ci vedevamo tutti i giorni, a me mancava quello strano senso di sicurezza che riusciva a regalarmi, era come se mi trasmettesse un po' della sua famiglia, un po' di presenza di mamma e papà messi insieme che a me mancavano molto. Solo ora ricordo che una sera io e l'altra Francesca andammo a dormire a casa sua perchè l'indomani saremmo partite per una delle visite alle biblioteche marchigiane che i nostri prof organizzavano. Passammo la sera a mangiare biscotti al cioccolato in pigiama nel letto finchè sua mamma non venne a spegnere la luce! Allora a questa amicizia ritrovata dovrei dedicare dei biscotti al cioccolato! Invece c'è un sapore, un ricordo tanto deciso che non riesco a cancellare e non è legato solo alla sua persona, ma alla vita da universitaria nelle Marche. La pizza di formaggio, che io oggi chiamo torta, che chiaramente nella mia versione non ha nulla di marchigiano, ma tanto è intensa che mi ricorda quel tempo passato.

Ai sapori che non si cancellano, a quei sapori che ti riportano indietro nel tempo.

PIZZA/TORTA di FORMAGGIO

250 GR DI FARINA 00
150 GR DI FARINA MANITOBA
4 UOVA
200 GR DI PECORINO GRATTUGIATO (FRESCO, NON STAGIONATO)
150 GR DI GRANA GRATTUGIATO
250 GR DI LATTE
125 GR DI OLIO DI OLIVA
150 GR DI VINO BIANCO
1 CUBETTO DA 25 GR DI LIEVITO DI BIRRA
SALE


Versa 100 gr del latte tiepido, il lievito e 50 gr della farina in una ciotola e amalgama. Lascia riposare al riparo da correnti per circa 30 minuti. Nella stessa ciotola, sopra l'impasto che nel frattempo avrà fermentato, versa il latte rimanente, il vino, l'olio d'oliva e le uova e amalgama. Unisci i formaggi grattugiati, la farina e un po' di sale. Verrà fuori un composto liquido come quello della ciambella dolce. versalo in una forma che preferisci, imburrata e infarinata e inforna a 180° (non ventilato) per un'ora. 

Sforna su un piatto e fai raffreddare. 
Servi con del salame o con fettine di uova sode

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11 gennaio 2010

Treccia di Pan Brioche ripiena


Sabato mattina sono uscita per godermi il sole. Non immaginavo che l'avrei incontrato di nuovo. Già la scorsa settimana a Pescara mi ero fermata per osservarlo, di sera in una delle vie del centro. Di certo non passa inosservato, di certo non passa due volte nella stessà città. Si chiama Bernard m. Snyder, è un'artista di strada, un cantante e musicista e se avete voglia di guardare la sua ORCHESTRA DA SPALLA guardate un po' QUI cosa è riuscito a creare! Bernard sta facendo il giro del mondo portando la sua musica nelle piazze, nelle strade, nei teatri, in TV dovunque riesca ad arrivare con la sua mini orchestra completamente suonata da solo. Mentre lo ascoltavo Viola ha iniziato a ballare, non riuscivamo ad andare via nonostante fosse tardi, mi sembrava quasi che fosse arrivato in paese quel pifferaio magico di cui ricordavo le immagini su un libro di fiabe di mio fratello maggiore. Mentre lo ascoltavo osservavo la bellezza del suo sguardo limpido, la bellezza del suo sorriso aperto, il suo canto pulito, la gioia nei suoi occhi che tutt'insieme mi davano una devastante idea di libertà! Ho acquistato il suo cd, per portare a casa un po' di quei sogni ad occhi aperti che è riuscito a regalarmi in così poco tempo!

Ai destini che si intrecciano dedico un pan brioche caldo come il sole!
Ingredienti:

500g farina 0
250g latte
50g olio
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cubetto di lievito
1 uovo + un tuorlo per spennellare

per il ripieno:
2 wurstel
150 gr di Asiago

Create una fontana con la farina. Al centro sciogliete il lievito nel latte tiepido, aggiungete l'olio, lo zucchero, il sale e l'uovo intero. Incorporate man mano tutta la farina, deve risultare un impasto morbido. Fate lievitare al caldo 1 ora.
Nel frattempo frullate i wurstel e l'asiago.Quando l'impasto sarà pronto spianatelo a forma di rettangolo e tagliatelo in tre fasce.
All'interno di ogni fascia mettete il trito di wurstel e asiago e chiudete a cilindro, sigillando i tre pezzi per bene (basta rotolarli più volte su se stessi sulla spianatoia),formate con i tre cilindri una treccia ben salda. Rimettetela a crescere per un ora in una teglia da plumcake rivestita di carta da forno. Preriscaldate il forno a 180° e prima di infornarla spennellatela con il rosso d'uovo, dopo 30 minuti sfornatela e prima di tagliarla lasciatela raffreddare.

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08 settembre 2009

Marmellata di fichi [alla liquirizia] + Schiacciata di fichi e rosmarino



Sono sempre alla frutta,
ma posso riprendermi tutto,
appena lo voglio
appena decido.
E'... che adesso mi piace così.
E' dolce rimanere immobili.
Gustare questo momento della vita di un fiore appena sbocciato.
Lasciare che il suo profumo inebri le mie ore.
Permettersi di essere assorbita solo dalla sua voce.
Tornare bambina e ricordare tante cose spensierate.
Adesso mi piace così.

Una marmellata e una schiacciata, per trastullarmi nel dolce sapore della frutta con un pizzico di tono amaro, per ricordarmi di tornare con i piedi a terra, qualche volta, quando deciderò.


MARMELLATA DI FICHI [Alla liquirizia]

800 gr di fichi neri sbucciati (piccoli e sodi)
400 gr di zucchero di canna grezzo [che ha il tipico aroma di liquirizia]
(Io ho usato quello biologico integrale COOP)
Succo di due limoni

Versa i fichi sbucciati e tagliati a metà in una pentola, unisci lo zucchero e il succo dei limoni e fai cuocere 45 minuti. Quando la marmellata ha raggiunto la densità desiderata versala nei barattoli ancora caldi, sterilizzati, chiudi ermeticamente e rovesciali 15 minuti. Conservala al buio 6 mesi, se la apri conservala in frigo.


SCHIACCIATA DI FICHI e ROSMARINO

500 gr di farina 0
200 gr di acqua a temperatura ambiente
mezzo cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
50 gr d strutto
16 fichi (8 verdi 8 neri)
3 rametti di rosmarino

Fai la fontana con la farina e versa al centro il lievito sbriciolato e lo zucchero. Mentre versi poco alla volta l'acqua comincia ad impastare. Aggiungi il sale e lo strutto e termina ottenendo un impasto morbido come quello della pizza. Lascia lievitare un'ora in un posto caldo. Stendi l'impasto in una teglia e cospargilo di rosmarino che avrai tritato finemente. Copri con le fette di fichi sbucciati alternando i due colori e insaporisci con un po' di sale. Cuoci a 200° per 20 minuti e servi con del prosciutto crudo.

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03 aprile 2009

Schiacciate allo zafferano


Da mesi ormai ho messo da parte il bastone della pioggia... inutilmente! Da qualche parte ci sarà sicuramente qualcuno che ci starà giocando! Ho pensato a lungo al sole oggi. Al solo pensiero ne ero quasi abbagliata, cercavo di ricordare il luccichio del mare nelle prime ore del mattino, i primi timidi raggi della giornata, l'aria fresca, la giacca a vento, le rondini. Cercavo di ricordare perchè ormai sono giorni che piove! Non voglio che questo blog diventi il ritrovo dei luoghi comuni, e quello del tempo-clima è purtroppo quello che temo di più, ma oggi avevo disperatamente bisogno di curarmi col GIALLO SOLE. L'ho cercato ovunque, in ufficio solo un evidenziatore, per strada qualche oggetto in vetrina, sul pullman la fede al dito, a casa le mie spezie! Niente è più giallo sole dello zafferano... Così ho lasciato che sporcasse le mie mani e che impastando mi scaldasse come il ricordo di quei timidi raggi che, forse, domani troverò.

Il pane nasce dal bisogno di sole.

Per 8 schiacciatine:

350 gr di farina 00
1 bustina di lievito secco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 bustina di zafferano
30 gr di olio extravergine di oliva
150 gr di acqua tiepida

Setacciate la farina con il lievito e lo zucchero, aggiungete l'acqua e lo zafferano e iniziate ad impastare. Aggiungete il sale e l'olio e impastate per almeno 5 o 10 minuti fino ad avere tra le mani un impasto caldo, morbido ed elastico.
Lasciate lievitare 40 minuti. Riprendete l'impasto, formate 8 schiacciatine di 1 cm di altezza e lasciate lievitare altri 30 minuti mentre scaldate il forno a 200°. Praticate dei tagli sulla superficie delle schiacciate con un coltello affilato e infornate per 20 minuti.
Questo pane dal sapore deciso è ottimo per accompagnare una cenetta di pesce!

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27 marzo 2009

Grissini ai semi


Il mio tesoro più caro è costituito da una infinita scorta di semi e spezie che ho raccolto e acquistato nei miei viaggi. Ne ho di ogni tipo e colore, ordinati in vasetti trasparenti. Ne sono follemente gelosa. La maga delle spezie, qualcuna mi ha chiamata, ma io preferisco rispondere che quando penso ai segreti alkemici della cucina la prima cosa che mi viene in mente sono proprio le spezie. Bisogna saperle dosare, farle sposare con il cibo scelto, comprenderne il sapore/profumo/colore per permettere che rendano unico il piatto. A volte, quando sono sola, mi bendo gli occhi e provo a sentire il loro profumo esclusivo, lasciando che mi parlino, che mi ispirino e ascolto fino in fondo la loro storia, magica, della terra e della natura che le ha create, del vento che le ha trasportate lontano, in ogni luogo, nella mia valigia, nei miei piatti.

Dalla farina e dai semi nascono questi fragranti grissini, da un sogno, anche ad occhi chiusi, nasce sempre qualcosa.

GRISSINI:
500 gr di farina
1 bustina di lievito secco
2 cucchiani di zucchero
2 cucchiaini di sale
50 ml di olio d'oliva
300 ml di acqua tiepida

Mescolate insieme la farina e il lievito, unite lo zucchero e fate un buco al centro della fontana. versate il sale, l'olio e l'acqua ed impastate fino ad avere un composto morbido ed elastico. Lasciate lievitare al caldo per 30 minuti, poi create i grissini, bagnateli sulla superficie con dell'acqua e cospargeteli dei semi o delle spezie che preferite.
Oggi li ho impreziositi con semi di papavero blu e semi di girasole.
(Per questi ultimi ho messo dei semi anche nella pasta prima di stenderli)
Infornate a 200° per 20 minuti finchè non li vedrete dorare!

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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

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