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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

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18 gennaio 2013

Soufflè alla marmellata di arance e uno sguardo al passato


Come un insetto in una goccia di ambra quando scrivo un post registro una ricetta e cristallizzo un pezzo di vita. Raramente torno sui miei passi, tanto che mi sembra a tutt'oggi di aver fatto davvero poco e di aver scritto quasi nulla di me. L'occasione di rispolverare ricette già pubblicate a base di arancia per l'iniziativa de La Cucina Italiana a favore dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro mi è servita per guardarmi indietro e per capire che invece di strada ne ho fatta tanta.

Lo sguardo orizzontale che avevo nel fotografare il cibo non mi appartiene più. Il confronto con altre realtà e la lettura di libri e post di chi ha sperimentato prima di me, mi è servita in questi anni per maturare altri punti di vista, per migliorare. Ho fatto tanti progressi e sono cambiata anche io.
La mia vita è cambiata, ma alla domanda "Perchè hai un blog" ora più che mai ho una sola risposta: per me

Il blog è terapia
La fotografia è libertà
Il cibo trattato bene è salute

Ho un blog per stare bene, ho un blog per vivere meglio




SOUFFLE' ALLA MARMELLATA DI ARANCE e CANNELLA
Per 2 mini soufflè:

150 gr di ricotta di mucca
50 gr di marmellata di arance
1 uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di farina 00

Preriscaldate il forno a 175° ventilato. Mescolate la ricotta con la marmellata, l'uovo sbattuto, la cannella e la farina e distribuite il composto in due ciotoline imburrate e infarinate.
Fate cuocere per circa 30 minuti in forno. Sfornate e servite appena tiepidi.









MARMELLATA DI ZUCCA, ARANCE e MELE
200 gr di mele sbucciate e tagliate
100 gr di zucca pulita e tagliata a pezzi
200 gr di arance pelate a vivo senza semi
il succo di un limone
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele

Nel boccale di un frullatore triturate grossolanamente con qualche colpo di lama le mele, la zucca e le arance. Versate in una pentola, unite lo zucchero, il limone e il miele. Cuocete a fiamma bassa e fate bollire finchè non otterrete la consistenza desiderata (io circa 30 minuti di bollitura). Invasate in barattoli sterili, chiudete con capsule nuove e conservate al buio.












CREMA LIQUORE DI ARANCE

400 gr di zucchero
500 gr di alcool
500 gr di latte intero
2 arance molto grandi non trattate

Lavate le arance e dividertele in 4 pezzi. Mettetele a macerare nell'alcool per 48 ore. Trascorso il tempo togliete le arance e filtrate il liquido. Versate il latte e lo zucchero in una pentola molto alta a fuoco dolce e cuocete circa 25/30 minuti (la pentola alta evita che il latte bollendo esca fuori, se accade, abbassate la fiamma). Lasciate raffreddare e unite l'alcool filtrato dove avete macerato le arance 20. Travasate in bottiglie di vetro e conservate in frigo per un mese. Potete consumarlo da subito.



   

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29 dicembre 2012

Calcionetti abruzzesi [nuova versione]


Mi va di fare un resoconto dell' anno che sta per terminare. 
Come il precedente è stato un anno duro, difficile, ma forse questa volta ammetto di averlo voluto io. 

Mia figlia ha ereditato da suo cugino un giocattolo che io reputo stupendo: Yano.
Questo strano raccontastorie ha una facoltà: ascoltare i tuoi desideri e darti un responso. 
Per mostrare a Viola come usarlo espressi più di un anno fa un desiderio ad alta voce: 
VOGLIO GRANDIOSE NOVITA'
E la risposta fu: "Il tuo desiderio si avvererà per magia"

Le novità iniziarono pian piano per gioco: il contest de La Cucina Italiana, il viaggio a Lucca, la vincita del Contest con questa ricetta e poi...
dopo nove anni ho cambiato posto di lavoro.

La realtà in fondo è che la tranquillità e la sicurezza erano solo apparenza ed io chiedevo a me stessa ormai da molto di mettermi davvero alla prova altrove. 
Così è arrivato Altrove: un nuovo lavoro, cioè un lavoro che coltivavo da cinque anni, in una veste nuova e... un dottorato di ricerca. 
Sono sempre esagerata così chiusa una porta ho aperto due portoni ma Yano non mi aveva dato una chiave, tutto questo è stato solo frutto di scelte sofferte e studiate.

In mezzo a queste scelte lo sapete un po' tutti è nato Riccardo. 
E qui più di ogni altra cosa ringrazio il cielo perchè, come per sua sorella,
 per come erano iniziate le cose è nato un altro miracolo. 

Insomma, un anno intenso, ma in fondo non ho raccolto nulla, anche quest'anno ho seminato per gli anni futuri e di questi tempi devo dire sono stata davvero tenace e coraggiosa,
perciò questo anno trascorso lo dedico soprattutto a me che tutto sommato non mi arrendo.

Ah dimenticavo... quello che ho imparato da tutta questa lunga esperienza durata oltre 12 mesi è che tagliare i rami secchi è fondamentale perchè solo così potranno nascere nuove gemme.
(come dice un saggio amico ; ))


Per un anno di novità così non potevo che lasciarvi una ricetta nuova: totalmente reinvetata, dalla nostra tradizione natalizia abruzzese i calcionetti con un sapore totalmente nuovo. 
Un'idea che avevo da tempo e che ha riscontrato successo, sempre se vi piacciono i sapori decisi!



 CALCIONETTI ABRUZZESI AL FORNO [NUOVA VERSIONE]

Per l'impasto
150 ml di mosto cotto (io ho usato il mosto dell'Azienda Villa Bravari di Ortona - CH)
100 g di olio di oliva
100 g di crema di marroni
1 bustina di lievito per dolci
350 g di farina 00

Per la farcia
50 g di mandorle
50 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di marmellata d'uva nera
buccia di 1/2 arancia grattugiata
10 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di mosto cotto


Preparate la farina in una terrina capiente.
Mettete in una pentola l'olio, il mosto cotto e la crema di marroni. 
Quando il composto inizia a bollire spegnete e versate la bustina di lievito. Girate e non appena comincia a fare la schiuma versate sulla farina. Attendete qualche istante e iniziate ad impastare. Il composto sarà liscio ed elastico. Lasciate a riposo mezz'ora al coperto sotto una ciotola. 

Intanto preparate la marmellata con le mandorle spezzettate, il cioccolato triturato, la buccia d'arancia, il mosto, lo zucchero.
Stendete la pasta come per fare dei ravioli, raccogliete il ripieno con un cucchiaio e chiudete sigillando con una rotella. 

Cuocete in forno caldo 10 minuti circa a 180°, non fateli dorare troppo altrimenti si seccano.
Si conservano per una settimana in una scatola di latta.

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05 gennaio 2012

Crema spalmabile ai pinoli e pane alla marmellata d'uva


La colazione è il momento che quasi prediligo della giornata. Sono i dieci minuti di silenzio da sola ai quali non rinuncerei mai. La mente è vuota, qualche sprazzo di sogno che ancora gira davanti agli occhi, ma già si fa sfocato. Il gatto vuole le sue coccole, mentre apro le finestre ed esco fuori anche in pieno inverno per sentire l'aria e guardare in lontananza il mare. Vorrei durasse un po' di più, ma c'è un autobus sul quale dovrò saltare tra poco, ci sono i baci da distribuire prima di chiudere la porta di casa e pensare che tutto andrà nel migliore dei modi. 

Con le mie giornate record di 13 ore fuori casa non potrei mai e poi mai iniziare con qualcosa da scartare, con il "rumore" di una bustina di plastica che avvolge un cornetto o un qualsiasi altro dolce.

Ho voglia di sentire il coltello affondare nel pane ruvido,  voglio aspettare il suono del tostapane e indugiare nel barattolo di crema spalmabile ai pinoli con un cucchiaio d'argento.

Voglio decidere cosa regalarmi a colazione senza sostare davanti agli scaffali del supermercato.

Vi lascio due delle mie ricette preferite, chissà che anche a voi, come me,  piaccia desiderare la colazione già dalla sera prima!



PANE ALLA MARMELLATA D'UVA NERA

200 ml di acqua tiepida
50 gr d olio d'oliva
10 gr di malto d'orzo o zucchero
3 cucchiai di semi di lino
100 gr di marmellata di uva nera 
(se volete la versione più bianca basterà usare una marmellata di ciliegie o fragole)
200 gr di farina di segale integrale (o farina integrale)
300 gr di farina Manitoba
1 bustina di lievito di birra secco

Amalgamate l'acqua, l'olio, la marmellata, lo zucchero o il malto ed i semi di lino. Unite il composto alle farine setacciate insieme con il lievito e impastate. 
Stendete l'impasto e arrotolatelo su se stesso come un rollè.
 Ponetelo con l'apertura in basso in una teglia da plumcake (ricoperta di carta forno bagnata e strizzata) e lasciate lievitare due ore in un posto tiepido.
Scaldate il forno a 200° ventilato. 
Infornate e cuocete 25 minuti.



CREMA SPALMABILE AI PINOLI

80 gr di pinoli
50 gr di zucchero semolato
70 ml di latte intero
50 gr di burro
100 gr di buon cioccolato bianco
i semi di 3 cm di bacca di vaniglia

Tritate nel mixer lo zucchero ed i pinoli leggermente tostati. Deve diventare una polvere molto sottile. Versate in un pentolino con il latte, il burro, la vaniglia e il cioccolato spezzettato. Cuocete a fiamma molto bassa finchè si saranno amalgamati tutti gli ingredienti. NON DEVE BOLLIRE! Versate il composto liquido in un barattolo da 500 gr e lasciate rapprendere in frigo. 
Si conserva 30 giorni (anche più) in frigorifero. Il sapore dei pinoli si esalterà dopo cinque giorni di riposo.



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29 ottobre 2011

Tempo di vendemmia in Abruzzo: mosto cotto, scrucchiata e mostaccioli



La vendemmia nella mia zona si è da poco conclusa. 
L'ultimo prezioso bottino di uva Montepulciano, caricato sui carretti a motore, 
ha sporcato di colore le nostre strade invadendo l'aria di un intenso odore di mosto.
Al solo sentirlo, si sono riaccesi in me tanti ricordi legati a questo speciale ingrediente, che riempie ancora oggi le nostre case e ci fa tingere le mani di blu come vecchi tipografi.


Partendo da un solo ingrediente sono riuscita a realizzare tre diverse ricette legate alla tradizione abruzzese: la marmellata di uva detta "scrucchiata", il mosto cotto ed i mostaccioli.
Adoro le ricette della tradizione perchè sono "A fuoco lento" e ti consentono di prenderti lunghe pause tra un libro da leggere in piedi e un tè dentro il quale puoi far galleggiare i minuti.


Mentre sfogliavo il ricettario tra le prime pagine, alla ricerca delle antiche ricette di casa,
mi sono ricordata che proprio la ricetta dei mostaccioli me l'aveva data, ormai 20 anni fa, un mio carissimo amico, Carlo. 
Fino a pochi anni fa avrei potuto trovarlo sui libri o all'università, avrei citofonato a casa sua e sua mamma mi avrebbe accolta tra una storia e una risata 
tra gli antichi cimeli di una famiglia storica del nostro paese in attesa che lui uscisse dalla sua stanza.
 Ora per trovarlo devi andare dove il tempo è scandito solo dalla forza della natura.

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15 giugno 2011

MARMELLATA DI FRAGOLE E ACETO E... LUMACHE FARCITE


In questi giorni ho prodotto una quantità industriale di marmellata. Non seguo più alcuna ricetta, ormai ho un solo e unico modo di lavorare, vado di getto cercando di capire quali ingredienti ho tra le mani.
Li assaggio crudi dopo averli puliti, sento la consistenza, valuto la freschezza e poi scelgo quanto zucchero o sale o aromi andranno ad abbracciarli per trasformarli. 
Nelle marmellate quello che mi attrae di più è il colore. Sono stata folgorata da una veloce visita in libreria dove facevano bella mostra tra i libri anche tanti barattoli di colori a dita. Come potevo ripetere quella sensazione di benessere che i colori accesi ti regalano lavorando nella mia cucina? Con la frutta... of course! 


Mi piace riscoprire la semplicità dei gesti, la colazione, una merenda semplice e sana, mi piace spalmare la marmellata come fosse colore sul pane, quel pane profumato che inonda casa e accoglie con un abbraccio i miei amori prima ancora di ricevere i miei baci.



Mi piace davvero andare lenta, eppure mi sembra di aver acquistato altro tempo.




MARMELLATA DI FRAGOLE E CREMA DI ACETO BALSAMICO

1,5 kg di fragole mature
250 gr di zucchero semolato
il succo di un limone
2 cucchiai colmi di crema di aceto balsamico

Lavate le fragole e togliete il picciolo. Mettetele intere in una pentola alta con il doppio fondo. Unite lo zucchero e il succo del limone. Fate cuocere per circa 1 ora e 15 minuti a fuoco medio girando spesso. Durante questo tempo togliete la schiuma bianca che si forma sulla superficie. 
Quando è pronta e la consistenza vi soddisfa unite la crema di aceto balsamico e mescolate per amalgamare. Invasate la marmellata ancora calda in barattoli sterilizzati, chiudete e rovesciate per creare il sottovuoto.


LUMACONI FARCITI

350 gr di farina 00
100 ml di acqua tiepida
60 gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito secco di birra
1 uovo
3 cucchiai di olio di semi di arachidi
marmellata o crema spalmabile alle nocciole per il ripieno


fate una fontana con la farina e mettete sui bordi il lievito. Al centro il resto degli ingredienti e impastate per 10 minuti fino ad avere un impasto elastico e sodo. Aggiungete altra farina se appiccica. Fate lievitare in un posto al riparo dalle correnti per 1 ora e 30 minuti.
Riprendete l'impasto e lavoratelo di nuovo. Staccate dei pezzetti di pasta e  stendeteli per formare dei rettangoli. Al centro spalmate la marmellata o la crema di nocciole e arrotolate a forma di cilindro sigillando bene. Arrotolate i cilindri per dare la forma della lumaca e tagliate l'estremità della testa con delle forbici per creare le antenne. lasciate lievitare altri 30 minuti su una placca foderata di carta forno e poi cuocete 15 minuti a 200° nel forno preriscaldato.


Enjoy!


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31 maggio 2011

Marmellata di ciliegie e cannella e... un nuovo design!


Nell'ultimo post vi avevo anticipato questo cambiamento... che ve ne pare? E' un capolavoro, soprattutto il logo, non trovate che si addica perfettamente al mio pensiero e alla filosofia di questo blog? Devo dire grazie ai Roberti [Roberta+Roberto] perchè hanno reso possibile un sogno, quello di dare a Cucinalkemika una "casa" più comoda e un aspetto più fresco! La nostra amicizia, nata via web, mi ha arricchita sotto ogni punto di vista e sapere che questo è solo l'inizio di un lungo percorso collaborativo mi fa fremere...

Perchè questa novità il 31 maggio? Oggi esce in tutte le edicole di Roma e Milano il trimestrale Milleidee, (e da domani in tutte le altre città d'Italia) e pensate un po'... c'è un lunghissimo servizio dedicato ad un lavoro realizzato da tre BLOGGER ABRUZZESI! Le tre blogger siamo io, la vulcanica Roberta e l'origamista Barbara alle prese con la realizzazione di una bomboniera a 6 mani! Lavorare insieme è stato davvero incantevole, scoprire le capacità di ciascuna e poterle applicare ad un unico prodotto mi ha dato molta soddisfazione.
Nel servizio, legate alla bomboniera troverete due mie ricette con la regina delle spezie, lo zafferano!

Proprio per inaugurare il mio nuovo design, questo spazio bianco pieno di luce, vorrei  donarvi un pdf che contiene 7 ricette realizzate con lo zafferano, dall'aperitivo al dolce, alcune già sul blog, altre inedite. Il pdf lo ha realizzato lo sta realizzando un mio carissimo amico (solo un po' di giorni e poi sarà pronto!), David, che ringrazio di cuore perchè le sue parole ogni giorno mi danno sempre una grande spinta per andare avanti e fare meglio! Per ricevere il pdf scrivete a: cucinalkemika@gmail.com

Vorrei che questo spazio diventasse anche per voi un giardino dove sostare anche per poco per condividere i miei pensieri e le ricette che ne scaturiscono. Passate a trovarmi,   soffermatevi sulle ricette, commentate se volete le mie parole, insomma usatemi, mangiatemi, proprio come questa marmellata di ciliegie e cannella, che si sposa divinamente con il suo pane al latte e ben si addice ad un momento conviviale!
Prego, accomodatevi, il blog è aperto!

MARMELLATA DI CILIEGIE E CANNELLA

1 kg di ciliegie
100 gr di miele millefiori
100 gr di zucchero semolato
il suco di un limone
un cucchiaino da caffè di cannella in polvere

Mettete in una pentola le ciliegie dopo averle aperte leggermente con il coltello (lasciate il nocciolo). Unite il miele, lo zucchero, la cannella e il succo di limone e lasciate cuocere a fiamma molto bassa. Togliete la schiuma ogni volta che viene a galla. Quando sarà abbastanza densa (circa 1 ora) mettetela su un setaccio (sotto il quale posizionerete una scodella) e togliete i noccioli (non gettateli-leggete sotto) con un cucchiaio. Raccogliete il succo nella scodella e unitelo alla purea rimasta sul setaccio. Invasate ancora calda nei barattoli (io ho riempito 2 da 200 gr).


BIBITA RINFRESCANTE
Raccogliete i noccioli ancora caldi dalla marmellata stesa sul setaccio e tuffateli in un litro di acqua. Lasciate raffreddare, filtrate e unite del ghiaccio e qualche fetta di limone prima di servire.



PANE AL LATTE
1 cubetto di lievito di birra
350 gr di farina manitoba
200 gr di semola rimacinata
300 ml di latte intero
90 ml di olio d'oliva
20 gr di zucchero
10 gr di sale

Sciogliete il cubetto di lievito e lo zucchero nel latte tiepido e unitelo alle farine messe a fontana (oppure usate l'impastatrice). Aggiungete l'olio e cominciate ad impastare. Unite il sale e amalgamate il tutto impastando per circa 10 minuti finchè avrete un impasto sodo ed elastico. Create una palla e lasciate lievitare per un'ora. Riprendete l'impasto e dividetelo in tante palline che metterete in una teglia coperta di carta forno. lasciate lievitare di nuovo per un'ora. Spennellate con tre cucchiai di latte e infornate a 220° per 15 minuti statico.

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11 dicembre 2010

MARMELLATA DI AGRUMI, CARDAMOMO E ZENZERO



Ma quanto tempo sono stata via? Sembra tantissimo, così, a leggere la data dell'ultimo post, eppure è volato. In questo tempo apparentemente lungo tante ricette mi hanno accompagnata. Ieri sera riflettevo tentando di fare un riassunto di tutto quello che ho prodotto nell'ultimo mese e ho notato che a fare da padroni ultimamente nella mia cucina sono stati gli agrumi. Ho letto una frase bellissima su uno degli indimenticabili post di Eniko  recitava così: Non ho più nostalgia dell'estate ora che abbiamo il fuoco...
Ed io che posso dire? Non ho più nostalgia dell'estate ora che ho le arance... Quel colore così intenso mi ipnotizza ogni volta, il loro profumo mi fa attraversare con la mente luoghi immaginari dove adoro perdermi. Come al solito vorrei farle durare in eterno e meglio di un vasetto di puro concentrato di sole non c'è, soprattutto adesso che ho scoperto che sposano benissimo con due spezie che adoro, il cardamomo e lo zenzero!


MARMELLATA DI AGRUMI, CARDAMOMO E ZENZERO

300 gr di arance (già sbucciate e pelate a vivo)
200 gr di mandarini sbucciati e senza semi 1 limone (già sbucciato e pelato a vivo)
350 gr di zucchero
1 carota
4 bacche di cardamomo
3 cm di radice di zenzero fresco

40 gr di scorza di arancia e limone (solo la parte colorata, senza la parte bianca che è amara)

Taglia a pezzetti le arance, i mandarini e il limone pelati a vivo, (togli i semi eventuali), aggiungi lo zucchero, la carota pulita a pezzetti e le scorzette. Frulla il tutto in un mixer e versa in una casseruola con doppio fondo (la consistenza sarà simile ad una spremuta ma poco più densa). Fai cuocere per circa mezz'ora. Aggiungi ora i semi estratti dalle bacche di cardamomo (triturati nel mortaio) e la radice di zenzero grattugiata (raccogli polpa e succo che viene fuori). Prosegui per altri 15 o 20 minuti. Versa nei barattoli sterilizzati e chiudi ermeticamente. Conserva in frigo una volta aperta.

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15 settembre 2010

MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE


















E se un giorno mi spogliassi di tutto? Non sono legata alle cose. Sì le cose sono belle, le cose fanno parte della nostra vita e ci permettono di fare tante cose. Ma io, io ho una specie di repulsione per l'affezione alle cose che non cambiano mai. D'altronde amo il cibo che è sempre mutevole e amo le stagioni, amo la natura, amo le giornate con il tempo instabile, amo il disordine, amo gli imprevisti, amo cambiare idea, amo il cambiamento. L'immutabilità mi annoia o peggio ancora mi crea ansia ed inquietudine. Agli oggetti, le cose, quelle sulle quali puoi scrivere "per sempre così" non do alcuna importanza se non quella legata all'uso che ne faccio. Anche i regali che mi piacciono tanto hanno lo stesso effetto. Ciò che li tiene di più in vita nella mia memoria è il ricordo della persona che me li ha donati, l'attimo indimenticabile in cui li ho ricevuti, ma poi... tutti in riga, tutti al loro posto per essere usati. Così devo dire l'unica cosa che conservo sono le marmellate, ma attenzione, non tanto a lungo. Ho come l'impressione che tutto sfugga e tenere da parte qualcosa... non serve, almeno per me. Così i libri ed i cd sono logori da quanto li ho usati, i piatti del primo servizio li uso ad ogni festa, le posate in argento le metto quotidianamente in lavastoviglie, il mio corredo va e viene dalla lavatrice allo stendipanni e così via. Io uso tutto e quando una cosa si rompe o mi stanca la riuso in altro modo, la trasformo e non mi dispiace separarmene se proprio è irrecuperabile. Quello che è certo è che non tengo nulla da parte perchè, se volessi spogliarmi di tutto, non avrei mai il rimpianto di aver aspettato il domani per fare una nuova esperienza.

Spogliarsi come cipolle e sentirsi leggeri.

MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE

1 kg di cipolle rosse sbucciate e affettate
200 gr di zucchero
200 gr di miele di acacia
100 gr di aceto balsamico
2 mele grattuggiate (con la buccia)

Ho messo le cipolle affettate in un contenitore con lo zucchero e il miele per tutta la notte a macerare. Il giorno dopo ho aggiunto le mele grattuggiate e l'aceto balsamico e ho cucinato circa 1 ora e trenta a fuoco basso finchè tutto il liquido si è assorbito e la marmellata aveva un aspetto cremoso. Ho invasato nei barattoli sterilizzati.

La userò per accompagnare il formaggio pecorino o il bollito, ma mio padre dice che sul pane è strepitosa!

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15 dicembre 2009

Marmellata di arance



Non potevo non dedicare un post alla regina dell'inverno: l'arancia! Sarà il suo colore, sarà quel profumo inebriante, sarà la sua forma sferica... come la perfezione fatta frutto... io non riesco a resistere al suo richiamo. Ultimamente mi attrae la marmellata, ne sto facendo di tutti i gusti, ultimamente conservo per ritrovare. Conservo per ricordare l'emozione che provo davanti ad un colore, davanti ad un profumo, davanti ad un'idea. In quel lampo realizzo l'alchimia degli ingredienti che si abbracciano, che si sposano, che si trasformano per diventare altro. Con loro mi trasformo anche io. Con gli ingredienti e con la cucina, a fuoco lento, al forno, nella pentola, col mixer, con tutti gli attrezzi che necessitano nel determinato lavoro, io cresco e mi trasformo. Divengo altro da me. Divento una persona migliore perchè mi sembra di poter trasformare le pietre in oro con la sola forza della determinazione.

Alla forza di cambiare, una marmellata che racchiude il colore dell'energia in mutamento.

Marmellata di arance

500 gr di arance (già sbucciate e pelate a vivo)
1 limone (già sbucciato e pelato a vivo)
350 gr di zucchero
1 carota
60 gr di scorza di arancia e limone (solo la parte colorata, senza la parte bianca che è amara)

Taglia a pezzetti le arance e il limone pelati a vivo, (togli i semi eventuali, aggiungi lo zucchero, la carota pulita a pezzetti e le scorzette. Frulla il tutto in un mixer e versa in una casseruola con doppio fondo. Fai cuocere per circa mezz'ora e se la consistenza non ti piace, prosegui per altri 10 minuti. Versa nei barattoli sterilizzati e chiudi ermeticamente.
Conserva in frigo una volta aperta.

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20 ottobre 2009

Crema di nocciole [Nutella fatta in casa]


Non l'avrei mai detto...mia mamma è la mia prima fan! Dopo anni di critiche e giudizi ho notato da poco che quando la invito a pranzo o a cena a casa nostra è solita dire ad alta voce BRAVA, BUONISSIMO, OTTIMO! A cosa sarà dovuto? Forse in quell'istante in cui assaggia il cibo pensa che finalmente non ha dovuto far da mangiare e si è riposata e trasferisce questa gioia nei commenti positivi a mio vantaggio...?! ma che dici! Forse è migliorato il nostro rapporto. Da quando è nata Viola (notate che uso sempre questa frase, mi è difficile dire "da quando sono diventata mamma" = quest'ultima parola quando la penso/pronuncio stride e potrei scrivere un intero post sull'argomento, ma lasciamo stare) sono diventata più diretta e sincera. Ho notato che quando le espongo il mio pensiero, i miei dubbi o semplicemente le racconto parte della mia giornata finalmente non mi interrompe parlandomi dei suoi problemi, ma magicamente mi sta a sentire e mi da anche consigli. Sono sicura che se leggesse queste cose mi direbbe dal suo punto di vista che ha sempre fatto così, che mi ha sempre sostenuta e di consigli me ne ha dispensati anche troppi... E' fatta così, punti di vista. d'altronde una rondine non fa primavera, come un giudizio positivo non cancella 33 anni di critiche.

Vi ho lasciati per troppo tempo, volevo farmi perdonare con un ritorno dolce dolce, meglio di questa crema spalmabile amabile non ho trovato.

CREMA DI NOCCIOLE (NUTELLA FATTA IN CASA)

• 60 gr. di nocciole spellate e tostate
• 100 gr. di cioccolato fondente
• 70 gr. di burro
• 100 gr. di zucchero
• 100 gr. di latte

Mettere lo zucchero, le nocciole e il cioccolato nel frullatore e riducete tutto in polvere. Versate in un pentolino aggiungendo il burro e il latte e mescolate bene su fuoco bassissimo. Girate per 2/3 minuti [non deve bollire!]. La NUTELLA è pronta! Versate in un vasetto di vetro e lasciarla raffreddare. Conservate in frigorifero

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08 settembre 2009

Marmellata di fichi [alla liquirizia] + Schiacciata di fichi e rosmarino



Sono sempre alla frutta,
ma posso riprendermi tutto,
appena lo voglio
appena decido.
E'... che adesso mi piace così.
E' dolce rimanere immobili.
Gustare questo momento della vita di un fiore appena sbocciato.
Lasciare che il suo profumo inebri le mie ore.
Permettersi di essere assorbita solo dalla sua voce.
Tornare bambina e ricordare tante cose spensierate.
Adesso mi piace così.

Una marmellata e una schiacciata, per trastullarmi nel dolce sapore della frutta con un pizzico di tono amaro, per ricordarmi di tornare con i piedi a terra, qualche volta, quando deciderò.


MARMELLATA DI FICHI [Alla liquirizia]

800 gr di fichi neri sbucciati (piccoli e sodi)
400 gr di zucchero di canna grezzo [che ha il tipico aroma di liquirizia]
(Io ho usato quello biologico integrale COOP)
Succo di due limoni

Versa i fichi sbucciati e tagliati a metà in una pentola, unisci lo zucchero e il succo dei limoni e fai cuocere 45 minuti. Quando la marmellata ha raggiunto la densità desiderata versala nei barattoli ancora caldi, sterilizzati, chiudi ermeticamente e rovesciali 15 minuti. Conservala al buio 6 mesi, se la apri conservala in frigo.


SCHIACCIATA DI FICHI e ROSMARINO

500 gr di farina 0
200 gr di acqua a temperatura ambiente
mezzo cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
50 gr d strutto
16 fichi (8 verdi 8 neri)
3 rametti di rosmarino

Fai la fontana con la farina e versa al centro il lievito sbriciolato e lo zucchero. Mentre versi poco alla volta l'acqua comincia ad impastare. Aggiungi il sale e lo strutto e termina ottenendo un impasto morbido come quello della pizza. Lascia lievitare un'ora in un posto caldo. Stendi l'impasto in una teglia e cospargilo di rosmarino che avrai tritato finemente. Copri con le fette di fichi sbucciati alternando i due colori e insaporisci con un po' di sale. Cuoci a 200° per 20 minuti e servi con del prosciutto crudo.

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28 agosto 2009

Succo e marmellata di pesche bianche



Sono alla frutta. Si dice così, vero? Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, certo mi aspettavo più in là nel tempo... ma quanto più in là se ho già i capelli bianchi? 

Non risolvo le cose certo ironizzando, il fatto è che non so più dove sono. 
Certo sono seduta, scrivo, sono al mare, nuoto, sono al mercato,compro verdura, sono per strada, chiacchiero con un passante, in macchina, penso a guidare, sono, nel senso di "mi trovo". 

Ma IO, IO dove sono? Io non mi ritrovo. 
Dove sono le mie letture preferite? dove è andata a finire quella Banana Yoshimoto che mi faceva sognare? E i viaggi di Chatwin che mi lasciavano senza fiato? Le poesie d'amore di Sibilla Aleramo? La lampada soffusa accesa fino a tarda notte in sala? La mia musica etnica? Il novecento di Tiziano Terzani? Le lezioni di Yoga?

Cammino per casa scalza, inciampo nei giochi, libri della Pimpa, animali di stoffa che solo lei sa far parlare [a me non sono mai piaciuti, ma la Viola ci fa dei gran discorsi], palloncini, scarpine, il silenzio, lei dorme, se è sveglia ride e cerca di parlare. 

Il tempo si è dilatato perchè in quello stesso tempo in cui vivevo sola ora ci vivo in tre, ma paradossalmente per me non ho più spazio, in questo tempo dilatato. 

Credevo che questo momento arrivasse più in là. Lo pensavo guardando il mio album fotografico da bambina, guardavo mia madre che si divideva con altri quattro [mio padre e noi tre]. 

Non mi ero mai resa conto però che mia madre avesse la mia età in quelle foto. Perciò credevo che questo momento arrivasse più in là, quando è quasi naturale investire le energie solo sull'altra parte di te: i figli. Ma la vita non sono i figli. Nonostante lo sappia bene, sono comunque alla frutta.

Sono diperatamente innamorata di questa piccola famiglia che cresce.

Dai fiori nascono i frutti, dalla frutta i succhi e le marmellate per godere dei sapori estivi anche nell'inverno che è alle porte.








PER 2 lt circa di SUCCO DI PESCHE:

200 gr di zucchero
1 lt di acqua
500 gr di pesche bianche pesate già sbucciate e denocciolate, a pezzetti

Fate bollire l'acqua con lo zucchero e quando lo sciroppo è ancora caldo tuffateci dentro i pezzetti di frutta. Frullate il tutto con un mixer ad immersione oppure poco per volta in frullatore tradizionale. Riempite le bottiglie o i barattoli sterilizzati, chiudete ermeticamente e fatele bollire in una pentola per mezz'ora. [in questo modo potrete conservarlo a lungo, altrimenti se saltate questa fase consumate il succo entro due giorni].



MARMELLATADI PESCHE BIANCHE

1 kg di pesche bianche pesate già sbucciate e denocciolate, a pezzetti
400 gr di zucchero
100 gr di miele
il succo di un limone

Lasciate per una notte i pezzetti di pesca a macerare nel miele e nel succo di limone in frigorifero. Il giorno dopo mettete la frutta e lo zucchero in una pentola e fate cuocere circa 30 minuti finchè la marmellata non avrà raggiunto la consistenza desiderata [Fate questa prova: prendetene un cucchiaino e versatelo su un piatto inclinato, se scorre con molta lentezza la marmellata è pronta].

Versate nei vasetti sterilizzati, chiudete e rovesciate 15 minuti. Conservate in luogo fresco e buio, se la aprite conservate in frigorifero.

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19 giugno 2009

Marmellata di fragole e menta


Avevo un cuore grande. Gigante, meglio. Se fino a pochi anni fa mi avessero fatto una risonanza a tutto il corpo avrebbero scoperto un'anomalia davvero singolare: l'intero corpo occupato dal cuore. Niente organi, solo cuore, niente spazio vuoto, tutto occupato solo dal mio smisurato cuore. Mi avrebbero fatto analizzare, sarei finita sulle pagine delle riviste più accreditate di medicina, sarei andata in qualche ovvio talk show e poi finita nel buio. La donna dal cuore più grande. Dimenticavo che avrei anche vinto un posto sul Guinness World Records. Meno male, ho scampato il pericolo. In questi ultimi anni ho cominciato a consumarlo. Dovunque sono stata ho lasciato, come Pollicino, un pezzetto di cuore sperando di tornare a prenderlo. A chiunque abbia conosciuto ne ho regalato, su uno splendido piatto, una fetta. Credevo che si autogenerasse di nuovo, mi sbagliavo. Man mano che lo facevo a pezzi, lo trafiggevo, lo frantumavo per averne sempre un po' a disposizione, non aveva più la forza di tornare ad occupare il suo smisurato posto incomodo. Ora se ne sta in un angolino, nonostante sia piccolo ha imparato a darsi con misura, senza perdere d'intensità, senza smettere di sentire che è, nonostante tutto, IL MIO ADORATO CUORE.

L'ultima che ha combinato...si è sciolto in una spremuta d'amore, la marmellata di fragole e menta.

Per 4 vasetti

1 Kg di fragole
600 gr di zucchero
8 foglie di menta
il succo di 1 limone

Lava le fragole e mettile intere in un contenitore con lo zucchero e il succo di limone. lascia a riposo per una notte. L'indomani versa tutto in una pentola e dopo circa 30 minuti di cottura aggiungi le foglie pulite di menta. Dopo altri 30 minuti estrai le foglie e fai la prova del piattino per vedere se è della consistenza giusta. Quando è pronta versala nei vasetti sterilizzati e lascia raffreddare prima di chiudere.

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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

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